La recente invasione pacifica di donne a Montecitorio, resa possibile grazie all’iniziativa voluta da Laura Boldrini in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, ha visto partecipe anche il comitato Se non ora quando Vallo di Diano. Nell’intenzione della Presidente della Camera dei deputati l’occasione, denominata #InQuantoDonna, era finalizzata a “dare la parola alle donne che il silenzio l’avevano rifiutato”.

A breve saranno emanate le linee guida nazionali di indirizzo ed orientamento per le Aziende sanitarie ed ospedaliere in tema di assistenza e pronto soccorso per le donne che subiscono violenza. Per consentire alle donne costrette a recarsi presso i presidi ospedalieri, al fine di ricevere le cure necessarie in conseguenza di episodi di maltrattamenti familiari o di violenza sessuale, nonchè la dovuta assistenza e protezione richieste dal caso specifico, l’azienda sanitaria deve assicurare le idonee misure. La donna presa in carico deve essere accompagnata in un’area separata dalla sala d’attesa generale. L’area protetta rappresenta l’unico luogo in cui la donna viene visitata e sottoposta ad ogni accertamento strumentale e clinico, nonché il luogo di ascolto e prima accoglienza nel pieno rispetto della sua privacy. Salvo che non sia necessario attribuire un codice di emergenza (rosso o equivalente), alla donna deve essere riconosciuta una codifica di urgenza relativa – codice giallo o equivalente – così da garantire una visita medica tempestiva (tempo di attesa massimo 20 minuti) e ridurre al minimo il rischio di ripensamenti o allontanamenti volontari.

Al fine di rendere possibile l’attivazione anche al presidio ospedaliero “Luigi Curto” di Polla del percorso per le vittime di violenza di genere, l’avvocato Rosy Pepe, presidente del comitato Se non ora quando-Vallo di Diano, ha formalmente richiesto al Direttore sanitario Luigi Mandia di individuare un’apposita sala preposta all’assolvimento delle finalità conformi alle procedure di accoglienza e presa in carico delle donne che subiscono violenza. Nell’istanza l’avvocato Pepe ha fatto presente che questa richiesta è corroborata dall’impegno, messo in campo dal comitato che rappresenta, al fine di reperire i finanziamenti necessari alla realizzazione della sala. Impegno che ha trovato il suo giusto riscontro nella totale disponibilità del Direttore Generale della Banca Monte Pruno Michele Albanese.

Il comitato Se non ora quando-Vallo di Diano, – fanno sapere – più che mai cosciente delle responsabilità specifiche in capo alle istituzioni sanitarie nel contrasto alla violenza di genere, è pienamente fiducioso che al più presto si dia corso alla realizzazione dell’idoneo percorso d’accoglienza per le donne bisognose dell’opportuno trattamento delle conseguenze fisiche e psicologiche prodotte dalla violenza maschile sulla salute della donna“.

– Chiara Di Miele –

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