
Dopo aver letto le motivazioni con cui il Tribunale di Salerno ha annullato la misura cautelare nei confronti del Colonnello dei Carabinieri Fabio Cagnazzo, che ha escluso il suo coinvolgimento nel delitto del sindaco di Pollica Angelo Vassallo, interviene pubblicamente il figlio della vittima, Antonio.
“Il Tribunale esclude la presenza di gravi indizi per il concorso nell’omicidio e, per questo, revoca la misura. Ma nello stesso provvedimento viene descritto un quadro che va ben oltre questo passaggio: si parla di condotte di depistaggio, di interventi sulle indagini, di attività ripetute che avrebbero inciso concretamente sull’andamento dell’inchiesta. Non dettagli marginali, ma comportamenti che il Tribunale stesso qualifica come gravi, concreti e tutt’altro che neutri rispetto alla ricerca della verità . Ed è qui che nasce una contraddizione che, per me, è difficile da accettare. Perché faccio fatica a comprendere come fatti di questa natura possano rimanere sullo sfondo, senza un processo che li affronti in modo pieno e li porti a una vera definizione, invece di restare dentro una decisione cautelare che ne lascia inevasa la portata” afferma Antonio Vassallo.
“Dopo aver letto quelle pagine, non è più solo una sensazione personale: è la percezione netta che troppe questioni non siano state davvero sciolte e che ciò che viene descritto negli atti non trovi poi uno sbocco chiaro e definitivo sul piano della giustizia – continua -. E questa è la parte che pesa di più. Perché non si tratta di interpretazioni, ma di ciò che emerge da un provvedimento giudiziario che resta senza una risposta conclusiva“.
E in merito al reintegro di Cagnazzo nell’Arma, tornato in servizio da lunedì scorso, il figlio del Sindaco Pescatore afferma: “Non può che lasciare addosso un senso di forte sconcerto. Perché avviene mentre una vicenda così complessa e delicata continua a presentare passaggi ancora aperti, non chiariti fino in fondo”.

