
“Angelo Vassallo era un cretino, con due fratelli cogl..ni, non stava bene con il cervello, era a capo di una cosca, non era un sindaco eroe, ma uno che si portava appresso due putt…lle e faceva paura a tutti quanti”.
Queste le intercettazioni pubblicate da “Il Fatto Quotidiano” a 15 anni dalla morte per omicidio del Sindaco Pescatore di Pollica e che risalgono alle settimane successive al delitto, quando la Dda di Salerno mise sotto controllo vari cellulari per le indagini. Gli insulti a Vassallo, riportati dal giornalista Vincenzo Iurillo, sarebbero stati pronunciati da due carabinieri, un Ufficiale e l’allora Comandante della locale Stazione.
“Nel corso delle telefonate in esame si evidenzia un particolare livore nei confronti dei fratelli Vassallo sia da parte del Comandante che da parte del Generale che riporta anche una frase dell’avvocato da lui contattato per la vicenda:’ Li massacriamo’ (riferito ai fratelli Massimo e Dario Vassallo che sarebbero poi stati querelati per aver affermato che l’Arma aveva lasciato solo il Sindaco, ndr)” si legge in una dota della Dda alla Procura.
Le intercettazioni sono agli atti del processo che inizierà il 16 settembre con l’udienza preliminare nelle aule di Salerno e che vede imputati per concorso in omicidio con l’aggravante camorristica il Colonnello Fabio Cagnazzo, l’ex Brigadiere Lazzaro Cioffi, l’imprenditore Giuseppe Cipriano e il collaboratore Romolo Ridosso. Il quinto imputato, Giovanni Cafiero, risponde con Cagnazzo, Cioffi e Cipriano solo del capo di accusa di traffico di stupefacenti. I fratelli Vassallo si sono costituiti parte civile.
Il 27 settembre 2010 il Comandante dice al Generale che le liti tra Vassallo e gli spacciatori al Porto erano state causate dal consumo di droga da parte di alcuni familiari: “Quindi non è il Sindaco eroe – dicevano – ma il papà eroe che andava a guardare i fatti suoi e non ci vorrebbe il funerale di Stato”.
Il 30 settembre sempre il Comandante riferisce al Generale di aver detto alla Guardia di Finanza che “il Sindaco non stava bene con il cervello” e parlando dei due fratelli di Vassallo: “Non si meritano niente… avrebbe giustificato di più il figlio e la moglie ma non questi due cogl..ni, uno dei quali fa il medico a Roma e non sa niente. L’hanno lasciato solo! Ma a combattere contro chi? È rimasto solo? Contro chi? Se era lui che faceva paura a tutti quanti”.

