
Ridha Rahmouni, il 26enne tunisino senza fissa dimora e reo confesso dell’omicidio del giornalista Luca Esposito, trovato una settimana fa senza vita in località Cioffi ad Eboli, in queste ore è stato ascoltato dagli inquirenti ai quali avrebbe spiegato di avere avuto un incontro con il giornalista sportivo nella giornata di sabato. I contatti tra le due utenze risulterebbero iniziati il 28 giugno e intensificati nella serata del 18 luglio e nelle prime ore del 19 luglio.
La sera dell’omicidio Esposito è arrivato con la sua Lancia Y e il tunisino in bicicletta. Poi la lite nel corso della quale l’assassino avrebbe prima colpito la vittima a mani nude e poi, dopo averla coperta con plastica e sterpaglie, le ha dato fuoco.
Quanto raccontato dall’omicida all’alba di ieri dovrà trovare ora riscontro nelle indagini degli inquirenti chiamati a fare chiarezza su quanto accaduto. E’ assistito dall’avvocato Giovanni Mauri che, contattato dalla redazione di Ondanews, ha tenuto a fare una serie di chiarimenti in merito ad alcuni dettagli emersi dalla stampa nelle ultime ore che fanno riferimento a presunte attenzioni pressanti da parte della vittima e non gradite dall’omicida.
“Ci troviamo in una fase embrionale del procedimento – ha spiegato – ma sono stati già posti all’attenzione dell’ottimo sostituto procuratore, il dottore Di Vico, degli aspetti della sfera intima dell’indagato e della povera vittima che saranno approfonditi. Ciò era già oggetto dell’attenzione degli inquirenti e dopo l’interrogatorio reso in sede di fermo dovranno certamente essere chiariti. In vicende così complesse è normale vagliare attentamente le vite di entrambi, con il massimo rispetto della vittima“.
Il 26enne è stato individuato dai Carabinieri grazie ad un’impronta digitale trovata sull’auto del giornalista, ai plurimi contatti telefonici emersi dai tabulati fra lui ed Esposito e alla verifica delle celle telefoniche utilizzate dai due. Si trovava in un casolare abbandonato a poca distanza dal luogo del delitto.
Era già destinatario di un obbligo di rimpatrio non eseguito ed era censito nella banca dati delle Forze di polizia con altri nomi. Il 13 agosto 2023 era stato fotosegnalato al Centro di permanenza temporanea di Lampedusa e il 16 ottobre dalla Questura di Savona. Il 13 dicembre 2024 la Questura di Salerno gli negò il permesso di soggiorno. Sotto un’altra identità ha a suo carico una denuncia per occupazione abusiva di una casa ad Altavilla Silentina.
E’ attesa per la giornata di domani, 27 luglio, nel carcere di Salerno l’udienza di convalida del fermo.

