Nella giornata di ieri la Polizia di Stato ha dato esecuzione alla sentenza della Suprema Corte di Cassazione che ha confermato la sentenza della Corte di Assise di Appello di Salerno e ha disposto la condanna a 18 anni di reclusione nei confronti di Dorino Stefanutti, noto esponente della criminalità organizzata lucana, riconosciuto responsabile a seguito delle indagini, coordinate dalla DDA della Procura di Potenza e svolte dagli investigatori della Squadra Mobile, dell’omicidio di Donato Abruzzese, avvenuto nell’aprile 2013.

Il lavoro degli inquirenti ha permesso di ricostruire le dinamiche dell’evento delittuoso maturato nell’ambito della criminalità potentina per questioni legate alla gestione del lucroso settore dei videopoker.

Stefanutti, oggetto già nei giorni precedenti di stretti controlli da parte della Polizia di Stato, si è presentato spontaneamente negli uffici della Squadra Mobile di Potenza e dopo le formalità di rito è stato condotto presso il locale carcere.  

Abruzzese fu ucciso a Potenza nella notte tra il 28 e il 29 aprile 2013. Nel 2019 la Corte d’Assise d’Appello di Salerno ha condannato Stefanutti a 18 anni, dopo che nel 2017 la Cassazione aveva disposto l’annullamento della condanna a 20 anni emessa dalla Corte d’Assise d’Appello di Potenza. Abruzzese aveva 45 anni e fu ucciso con 11 colpi di pistola in via Parigi, dove abitava. L’assassino rimase ferito ma fece perdere le sue tracce per alcuni giorni, poi si costituì il 3 maggio 2013.

– Chiara Di Miele –

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