
La rivoluzione del collegamento obbligatorio tra POS e registratori telematici entra nella sua fase operativa. Da oggi, 5 marzo, dovrebbe essere attiva la procedura informatica che consentirà agli esercenti di comunicare all’Agenzia delle Entrate l’abbinamento tra strumenti di incasso elettronico e strumenti di memorizzazione dei corrispettivi. Un passaggio chiave della riforma introdotta dalla Legge di Bilancio 2025, in vigore dal 1° gennaio, pensata per rafforzare la tracciabilità e contrastare l’evasione.
Come funziona il nuovo collegamento
Il cuore della novità è l’integrazione tra due flussi informativi: i corrispettivi registrati dal registratore telematico e i pagamenti elettronici incassati tramite POS. La memorizzazione e la trasmissione dei dati dovranno avvenire in modo coerente, sicuro e non alterabile.
Gli esercenti continueranno a indicare sullo scontrino la modalità di pagamento (contante, elettronico o ticket) ma il registratore telematico memorizzerà anche l’importo complessivo dei pagamenti elettronici giornalieri, escludendo i dati sensibili del cliente.
Il collegamento non è fisico: non serve alcun cavo o aggiornamento del registratore. Tutto avviene tramite una comunicazione una tantum sul portale Fatture e Corrispettivi, salvo successive variazioni.
Quali POS rientrano nell’obbligo
La normativa considera:
- POS fisici: terminali tradizionali, contactless, lettori chip, SoftPOS installati su smartphone o tablet.
- POS virtuali: piattaforme web, app e sistemi online che autorizzano pagamenti su Internet.
Per ciascun POS va comunicato un identificativo univoco, composto da:
- per i POS fisici: terminal ID + codice fiscale + denominazione dell’acquirer;
- per i POS virtuali: codice fiscale + denominazione dell’acquirer.
Come si effettua la comunicazione: le due procedure
Per chi utilizza un registratore telematico la nuova funzione “Gestione collegamenti” consente di:
- selezionare la matricola del registratore telematico attivo;
- scegliere il POS da collegare;
- indicare l’indirizzo dell’unità locale in cui gli strumenti sono utilizzati.
Sono ammessi collegamenti multipli: un POS può essere associato a più RT e viceversa.
Per chi usa la procedura “Documento Commerciale online” il collegamento si effettua direttamente all’interno della stessa piattaforma, registrando l’identificativo dei POS utilizzati.
Tempistiche: 45 giorni per la prima comunicazione
La prima scadenza riguarda i POS attivi nel mese di gennaio.
- La procedura dovrebbe essere disponibile da oggi, 5 marzo.
- Da questa data decorrono 45 giorni per completare la comunicazione.
Per i POS attivati dopo gennaio, il collegamento va registrato tra il 6° e l’ultimo giorno del secondo mese successivo all’attivazione. Gli stessi termini valgono per ogni variazione: nuovi POS, nuovi RT, dismissioni o riassegnazioni.
Sanzioni: multe fino a 4.000 euro e rischio sospensione
Il quadro sanzionatorio è particolarmente severo:
- 100 euro per ogni trasmissione omessa, fino a un massimo di 1.000 euro per trimestre.
- Da 1.000 a 4.000 euro per mancato collegamento tra POS e registratore telematico, equiparato all’omessa installazione del registratore stesso.
- Possibile sospensione della licenza o dell’autorizzazione in caso di reiterazione.
Cosa devono fare ora gli esercenti
- Recuperare i dati identificativi dei POS (terminal ID, acquirer, codice fiscale).
- Verificare le matricole dei registratori telematici attivi.
- Prepararsi a registrare i collegamenti non appena la procedura sarà confermata e resa disponibile.
- Aggiornare i dati solo in caso di variazioni future.



