Non è più rinviabile, secondo noi, una soluzione adeguata dei problemi legati alla fruizione della spiaggia libera dovuta all’emergenza Covid-19“. Così Bartolomeo Lanzara, responsabile Codacons Cilento.

Le segnalazioni che ci sono giunte da molti cittadini e amministratori locali riguardano i comuni costieri del Cilento – spiega – che, per gestire meglio e senza costi l’emergenza sanitaria, stanno valutando di affidare le spiagge agli stabilimenti balneari con ampliamenti a discapito della spiaggia pubblica in modo eccessivo rispetto a quello che prevede la legge. Un rischio che deve essere assolutamente evitato perché le spiagge pubbliche sono destinate a servire i bisogni della collettività. Il sole e il mare sono da sempre ritenute fonti benefiche per la salute delle famiglie con bambini, che sono state costrette, in questi mesi, a stare chiusi in casa e non tutte sono in condizione di pagare i costi di una spiaggia privata per assicurarsi un diritto costituzionalmente garantito, che è il diritto alla salute”.

Pertanto, secondo il responsabile Codacons Cilento, è necessario e urgente, al fine di evitare in una situazione economicamente critica per molte famiglie di non usufruire della spiaggia e del mare, scongiurare eventuali speculazioni che definisce “vergognose e immorali” in questo delicato momento.

Bisogna evitare che amministratori pubblici e imprenditori balneari ipotizzino ampliamenti delle concessioni in affitto o addirittura di concedere le spiagge libere agli stessi imprenditori che fornendo ombrelloni, pulizia e sdraio possano legittimamente chiedere che l’erogazione del servizio avvenga previo pagamento – spiega Lanzara -. Quindi, si ritiene urgente e necessario che i Comuni redigano delle chiare disposizioni che garantiscano l’accesso alle spiagge libere, attraverso l’assunzione di personale specializzato, tenendo conto delle disposizione normative del distanziamento sociale. Infatti, la normativa vigente prevede che gli stabilimenti balneari debbano essere intervallati da spiagge libere, senza che queste siano relegate a zone meno suggestive o ad aree periferiche del litorale. Quindi, deve esserci un’adeguata proporzione tra le spiagge in concessione e le cosiddette spiagge libere. Per questo abbiamo chiesto all’assessore regionale Matera di intervenire tempestivamente nell’affrontare il problema con interventi immediati a tutela della spiaggia pubblica“.

– Chiara Di Miele –

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