“Nei dati ricevuti dalla ASL di Salerno in merito ai decessi dei pazienti affetti da Covid nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Agropoli per il periodo 1/31 dicembre 2020 si evidenzia una mortalità con una percentuale dell’84% per i ricoverati in terapia intensiva. Dato che viene volutamente ammorbidito con quello dei ricoveri in terapia sub-intensiva dove vengono accolti pazienti che spesso non necessitano di strutture particolarmente specializzate che fa scendere il dato della mortalità al 48%”.

A dichiararlo è Attilio Pierro, consigliere regionale della Lega, che nei mesi scorsi ha presentato una interrogazione circa la mortalità dei malati Covid ad Agropoli.

“Mi duole fare presente – spiega il consigliere Pierro – che a tal proposito i dati sulla mortalità, derivanti da una verifica in tutte le terapie intensive (non sub-intensive) del territorio italiano, fanno rilevare una mortalità per i pazienti affetti da patologie varie del 32%. Per i pazienti Covid, invece, la mortalità oscilla dal 25 al 40%, a seconda della complessità dei casi, nelle terapie intensive di alto livello con personale qualificato e macchinari adeguati. Solo in un caso la mortalità raggiunge picchi dell’80% ed è nelle terapie intensive di basso livello dove opera un personale di fortuna e con mezzi inadeguati. Ai medici ed al personale sanitario dell’ospedale di Agropoli, impegnati da mesi a contrasto della pandemia, sono stati richiesti sacrifici enormi e turni massacranti. Dobbiamo loro però offrire ulteriori strumenti organizzativi, oltre ai nostri ringraziamenti. A quanto ci risulta, i dati lo confermerebbero, per la Terapia Intensiva di Agropoli è stato reclutato personale medico e infermieristico non sempre esperto nella gestione di un paziente di Rianimazione, personale medico non dedicato a quella struttura, ma prelevato da altri presidi, a rotazione e senza il supporto di altri specialisti necessari all’assistenza di pazienti critici. Ciò nonostante a quel Presidio è stata riconosciuta dalla Regione Campania con il Piano ospedaliero regionale una diversa mission che l’Azienda fa finta di non conoscere nonostante l’Atto aziendale da questa adottato”.

“E’ necessario – conclude pertanto il consigliere della Lega – che vengano rimosse nel più breve tempo possibile le anomalie organizzative adottate al fine di salvaguardare la vita dei pazienti che accedono a quel Presidio. La Regione deve assolutamente evitare impropri equilibrismi organizzativi ma, nel rispetto del piano ospedaliero previsto, potenziare il personale medico specializzato e ripristinare le attività di Medicina, Chirurgia, Pronto soccorso e Pronto soccorso Pediatrico. Attività che sicuramente gioverebbe a un territorio con vocazione turistica nel quale si registra un notevole incremento della popolazione nel periodo estivo più che una improvvisata Terapia Intensiva senza il supporto di tutte quelle discipline necessarie per la cura del paziente di Rianimazione”.

– Claudia Monaco –

 

Un commento

  1. Massimo Lorenzi says:

    Questo leghista meridionale, che e’ gia’ tutto un dire, vada a dispensare consigli e suggerimenti anche al suo padrone politico. Si’, intendo proprio il troglodita buzzurro delle umide e fredde lande padane, che risponde al nome di Matteo Salvini, visto che alla data attuale, con la pandemia che si diffonde e pur essendo nel governo, non perde occasione per criticare le limitazioni ed i provvedimenti dell’esecutivo tesi a salvaguardare l’incolumita’ dei cittadini tutti.

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