
Un profondo dolore unito alla delusione e alla rabbia di un’ennesima tragedia ha unito oggi la comunità di Montecorvino Rovella che si è stretta intorno ai familiari di Tina Sgarbini, barbaramente uccisa dal compagno Christian Persico.
Nella chiesa di San Pietro e Paolo il feretro della 47enne, stretto dal padre Antonio, dalla sorella Emanuela e dal fratello Alessandro, è stato accolto da un lungo e commosso applauso per l’ultimo saluto.
A celebrare la funzione religiosa è stato il Vescovo ausiliare della Diocesi di Salerno, Monsignor Anfonso Raimo.
“Siamo stanchi di questa sofferenza e chiediamo al Signore di insegnarci a perdonare come figli di un unico Padre, come membri di un’unica famiglia – ha affermato il presule -. Per evitare femminicidi ed episodi di violenza non serve una legge in più ma c’è bisogno di sensibilizzare i giovani e i bambini. Bisogna ricordare Tina per quello che è stata durante la vita. Era una giovane mamma, strappata alla vita in maniera crudele e ingiusta, vittima di quella piaga che ormai chiamiamo con un nome preciso: femminicidio. Per noi, però, non è un termine astratto, ma è un volto, una storia, una madre che amava i suoi tre figli che ha visto spezzato il filo della sua esistenza in un atto di inaudita violenza, che non è mai la soluzione. Non lo è nei rapporti tra i popoli, tra gli Stati, tra le mura di casa, nei legami più intimi e sacri. Viviamo in un tempo in cui la violenza sembra essersi trasformata nella scorciatoia che troppi invocano per risolvere conflitti, frustrazioni, ferite interiori, incapacità di dialogo, è come se il mondo avesse dimenticato che le parole hanno un potere più grande delle mani che colpiscono o delle armi che feriscono. Oggi piangiamo Tina, ma insieme a lei piangiamo le tante, troppe donne che negli ultimi anni hanno perso la vita per mano di chi diceva di amarle. Non basta piangere e commuoversi, occorre avere il coraggio di cambiare. Siamo ancora una volta davanti a una bara, a un’altra donna uccisa. Il tempo delle parole deve diventare il tempo delle azioni, della prevenzione, dell’ascolto e dell’educazione”.
Alla cerimonia erano presenti anche il sindaco di Montecorvino Rovella Martino D’Onofrio, che in segno di vicinanza ai familiari di Tina ha proclamato il lutto cittadino, la vice sindaca di Salerno Paky Memoli, i consiglieri regionali Franco Picarone e Andrea Volpe e numerose autorità istituzionali del territorio.
Tina lavorava come ragioniera in un’attività commerciale di Battipaglia, era stimata e benvoluta. E’ stata strappata all’affetto dei suoi tre figli da Persico, il quale ha confessato di averla uccisa e che si trova ora ristretto in carcere a Fuorni.
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