– Lettera alla redazione di Anna, una mamma del Vallo di Diano –

Gentile redazione,

a scrivervi è una mamma delusa e arrabbiata in merito ad un evento che mi è capitato l’altro giorno. Ho telefonato al mio pediatra di base (sono residente nel Vallo di Diano) chiedendogli se era allo studio e se gli potevo portare mio figlio di 2 anni e mezzo per farlo visitare perché aveva una tosse tremenda e le sue condizioni di salute erano peggiorate al punto da rendergli difficile la respirazione.

Il pediatra, però, nonostante, fossero le 16.30 (quindi sapevo che era ancora allo studio), mi ha risposto di contattarlo il giorno dopo per prendere un appuntamento. Io ho insistito dicendogli che il bambino era peggiorato ma nonostante ciò mi ha risposto, anche in modo sgarbato, che me ne sarei dovuta accorgere prima perché quello non era l’orario giusto. A questo punto gli ho chiesto come avrei dovuto fare e che mi sembrava assurdo che per far visitare mio figlio sarei dovuta ricorrere ad una visita a pagamento visto che il mio pediatra di base si stava rifiutando perché non avevo preso un appuntamento, al che mi ha chiuso il telefono in faccia.

In seguito, appena tornata da lavoro mi sono fermata allo studio del dottore per vedere se fosse ancora lì ed infatti c’era ancora! Gli ho chiesto di nuovo il motivo del rifiuto della visita a mio figlio e mi ha spiegato, sempre in modo sgarbato, che tra una visita e l’altra è necessario disinfettare l’ambiente e quindi non aveva tempo per vedere un bambino senza aver preso un appuntamento (aggrappandosi, dunque, alle normative anti-Covid etc). Ha anche aggiunto che se non mi stavano bene queste regole avrei potuto tranquillamente cambiare pediatra. Facile a dirlo: il problema è che qui nel Vallo c’è una grossa carenza di pediatri di base e quindi non è possibile scegliere.

Alla fine sono andata di corsa a casa a prendere mio figlio e sono stata costretta a portarlo a visita da un altro pediatra, a pagamento ovviamente, che lo ha visitato e mi ha prescritto la cura. Fortunatamente le sue condizioni sono migliorate, finalmente è riuscito a riposare dopo diverse notti insonni per via della forte tosse.

Ho deciso di rendere pubblica questa vicenda perché non trovo giusto quello che mi è successo e sono sicura che è capitato anche ad altre mamme. Perché dobbiamo pagare per un servizio che invece dovrebbe essere gratuito? Perché un bambino non ha diritto di essere visitato dal proprio medico quando ne ha bisogno? Mica il malessere segue l’orario d’ufficio? Perché nel Vallo di Diano non mettono a disposizione più pediatri affinché noi genitori abbiamo la possibilità di scegliere per i nostri figli?

Ah, in tutto ciò davvero ho effettuato la revoca di mio figlio da questo medico, il problema è che ora siamo senza pediatra.

Grazie per aver accolto questo mio sfogo,

Anna

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