
“La grave aggressione subita da un medico in servizio presso il Pronto Soccorso dell’ospedale di Polla riporta drammaticamente al centro dell’attenzione il tema della sicurezza del personale sanitario”.
E’ il commento della CISL FP Salerno che condanna con fermezza il gesto definendolo come “l’ennesima manifestazione di una deriva inaccettabile che colpisce chi ogni giorno garantisce il diritto alla salute dei cittadini”.
Come sottolineato, non si tratta di un fatto isolato e negli ultimi mesi, infatti, si sono susseguiti numerosi episodi di violenza all’interno delle strutture sanitarie, in particolare nei servizi di emergenza-urgenza, dove le condizioni di lavoro sono sempre più difficili e la pressione sugli operatori ha raggiunto livelli critici. Una situazione che espone medici, infermieri e operatori sanitari a rischi costanti, spesso in assenza di adeguate misure di prevenzione e protezione.
“Siamo di fronte a una condizione non più sostenibile – afferma Vincenzina Cirigliano, segretario aziendale della CISL FP Salerno –. Il personale sanitario continua a svolgere il proprio lavoro con professionalità e senso del dovere, nonostante carenze di organico, turni gravosi e un sovraffollamento cronico dei Pronto Soccorso. È inaccettabile che a tutto questo si aggiunga anche il rischio di subire aggressioni fisiche”.
Alla violenza materiale si accompagna, inoltre, un clima di crescente delegittimazione del lavoro svolto dagli operatori sanitari. Dopo la diffusione della notizia dell’aggressione, infatti, sono apparsi commenti offensivi, accuse generalizzate e ricostruzioni prive di fondamento che finiscono per colpire indiscriminatamente chi lavora in corsia. “Oltre al danno fisico e psicologico – sottolineano i delegati RSU Gianfranco Climaco, Antonio Cervone e Giuseppe Procaccio – assistiamo a una vera e propria gogna mediatica che alimenta sfiducia e ostilità nei confronti del personale sanitario. Le inefficienze del sistema non possono essere scaricate su chi, con grandi sacrifici, è in prima linea ogni giorno”.
Le criticità del sistema sanitario pubblico, dai lunghi tempi di attesa alla carenza di personale, sono problemi strutturali ben noti e non possono essere attribuiti ai singoli professionisti, che continuano a garantire assistenza con responsabilità e spirito di servizio, spesso in condizioni operative estremamente complesse. “È necessario – evidenziano ancora i delegati RSU – che le istituzioni assumano una posizione chiara e concreta. La sicurezza nei luoghi di lavoro non è negoziabile: tutelare chi cura significa tutelare anche i cittadini”.
Dunque per la CISL FP Salerno, ogni forma di violenza, fisica o verbale, rappresenta non solo un attacco al singolo lavoratore ma un colpo al cuore dell’intero Servizio Sanitario Pubblico. Da qui la richiesta di interventi immediati e strutturali. “Chiediamo all’ASL di Salerno – concludono Cirigliano, Climaco, Cervone e Procaccio – di dimostrare con i fatti la propria vicinanza al personale sanitario, valutando la costituzione di parte civile nei procedimenti penali, rafforzando le misure di sicurezza nei servizi di emergenza-urgenza e tutelando l’immagine e la dignità professionale degli operatori”.
Sulla questione è intervenuto anche Ugl Salute di Salerno che a nome del segretario provinciale Luigi Marino manifesta la propria solidarietà al medico aggredito e a tutto il personale sanitario coinvolto sottolineando che ogni forma di violenza nei confronti degli operatori sanitari è inaccettabile e intollerabile. L’Ugl Salute ritiene fondamentale anche un supporto psicologico per gli operatori che subiscono aggressioni e l’introduzione di leggi più severe per chi compie atti di violenza nei confronti del personale sanitario.
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