L’impennata dei prezzi delle materie prime oltre alle crisi di produzione registrate tanto per i pomodori quanto per le nocciole richiede la convocazione immediata di un Tavolo Verde ad hoc in Regione Campania”. Cia Campania (Confederazione Italiana Agricoltori) attraverso una nota firmata dal presidente Alessandro Mastrocinque chiede la possibilità di un confronto diretto con l’assessore regionale all’Agricoltura Nicola Caputo per affrontare un esclusivo ordine del giorno su una problematica che rischia di mettere in ginocchio l’intero comparto.

Il rincaro dei prezzi registrato dall’osservatorio dell’organizzazione regionale riguarda in particolar modo i carburanti, i mangimi, i concimi e le sementi, su cui si registra un incremento del 30% dei costi non sostenibili per le aziende e che si tradurranno inevitabilmente in un rincaro dei prodotti destinati al consumatore: pane, pasta, latte, frutta e verdura – spiega il presidente – I costi di produzione degli agricoltori campani sono aumentati sia per l’incremento dei costi delle materie prime sia a causa degli ultimi eventi atmosferici che hanno messo a dura prova le fasi di semina e di raccolto. Basti pensare a quanto è accaduto per i pomodori, dove prima le gelate e poi la prolungata siccità hanno inciso sulla resa comportando uno squilibrio che ha prodotto circa 10 milioni di euro di danni per i produttori. Oltre alla crisi appena annunciata della produzione delle nocciole, su cui si registra una perdita del 70% della produzione”.

L’aumento dei costi delle materie prime espone le aziende ad affrontare ulteriori difficoltà – continua – Siamo fortemente preoccupati per le perdite complessive che i produttori dovranno fronteggiare e riteniamo urgente e necessario un intervento utile a mitigare l’alterazione dei mercati, per garantire un ripristino dell’equilibrio sui costi delle materie prime”.

In occasione del Tavolo Verde, Cia Campania intende sollevare la necessità di intervenire “per riequilibrare i prezzi e calmierare una speculazione che si riversa sul consumatore finale, indebolendo di fatto lo sforzo delle organizzazioni agricole di rilanciare i consumi e i prodotti agroalimentari di prossimità”.

Bisogna impedire che i costi aumentino a dismisura per i produttori – conclude – e intervenire per frenare gli aumenti dei prodotti finiti. Per questo chiediamo un confronto immediato e risolutivo”.

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