In seguito alla presentazione sulle strategie legate al turismo e alla mobilità tenutasi a Palazzo Santa Lucia a Napoli lo scorso 11 maggio, alla presenza del governatore Vincenzo De Luca, dell’assessore regionale al Turismo Corrado Matera e del direttore della Fondazione FS Italiane Luigi Cantamessa, interviene il Comitato per la riattivazione della Sicignano-Lagonegro sottolineando la presenza di un “programma davvero ricco e interessante, come si legge sul sito della Fondazione FS: itinerari storici, culturali e paesaggistici con treni d’epoca e convogli che destinano i passeggeri in particolari location, come la Reggia di Caserta, gli scavi di Paestum, quelli di Pompei, i luoghi di Padre Pio a Pietrelcina, l’area archeologica di Capua e il paesaggio dell’Irpinia“.

Quello che salta all’occhio, purtroppo, è che il Vallo di Diano resta tagliato fuori da questi discorsi di sviluppo e crescita del territorio, marginalizzato e dimenticato – evidenziano i membri del Comitato – La Certosa di Padula, uno dei monumenti più belli del mondo, considerata da storici ed esperti un unicum nel suo genere, rimane inaccessibile. Un’area interna come quella valdianese non può vivere senza il treno e non può programmare un serio progetto di valorizzazione dei beni culturali ed ambientali presenti. Oggi arrivare alla Certosa di Padula senza macchina o senza un viaggio organizzato è pressoché impossibile, eppure esiste una stazione ferroviaria sospesa al traffico dal 1987 a non più di 2 km“.

Il Comitato per la riattivazione rivolgere pubblicamente un appello a Corrado Matera, Tommaso Pellegrino, Vincenzo De Luca e Marcello Pittella che consiste nell’inserire nel documento finale della Strategia per le aree interne che si produrrà con la Comunità Montana Vallo di Diano “il ripristino della ferrovia come punto prioritario per lo sviluppo dell’area interna stessa“. Un secondo appello è rivolto dal Comitato al deputato Tino Iannuzzi, “affinché lavori per la creazione dei presupposti di un progetto di valorizzazione della Certosa a partire dalla ferrovia stessa con il Ministero dei Beni Culturali e il MIT“.

Ripristinare la Sicignano-Lagonegro fino a Polla e poi fino a Padula – continuano – significa poter seguire l’esempio del Pietrarsa Express o del treno per Paestum o ancora del Reggia Express, solo per citarne due, e riportare i turisti sul territorio con i treni culturali. Padula non è inferiore, con la sua Certosa, agli altri esempi presi in considerazione dalla Regione Campania, che ha deciso di investire su poli importanti. Quello che si richiede è di essere considerati: il Vallo di Diano fa parte della Campania, è un’area di confine molto vicina alla Basilicata ma nonostante una posizione strategica a cavallo tra due Regioni che molto hanno intenzione di fare e hanno fatto per attrarre flussi turistici e rimettere in moto il commercio resta marginalizzata e tagliata fuori dai circuiti nazionali“.

Non crediamo – concludono i membri del Comitato – che la Sicignano – Lagonegro sia meno interessante culturalmente e paesaggisticamente della Ceva-Ormea, riattivata tra la folla acclamante degli abitanti di una zona popolata da poche migliaia di abitanti, o della Avellino-Rocchetta, il cui lungo percorso ha rivissuto proprio con un progetto di valorizzazione dei borghi. Quello che altrove è realtà nel Vallo è fantascienza? Ai posteri l’ardua sentenza, noi speriamo di no“.

– Chiara Di Miele –


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Un commento

  1. Tonino B. says:

    Maltrattati sempre, noi siamo il Sud del Sud ed ancora peggio della Regione Campania, in pratica il massimo della sfortuna, salvo Vicienzo possa fare qualcosa se gliela lasciano fare.

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