LA SVISTA – Intervista all’artista Nicol Artdeux









































Andare d’accordo subito con Nicol è facile. E’una fanciulla che ama le favole, una donna che ama la natura. La circonda un velo di magia, quella stessa magia che riesce a far uscire da se stessa quando crea. Romantica e selvaggia, solare e lunare, mi conduce nell’arte della fotografia ed io, affascinata, la seguo.

  •  Cos’è la fotografia per te?

E’ il massimo dell’espressione delle arti visive. Con essa ho completato il percorso di ricerca per lo stile del mio pensiero, raggiungendo l’obiettivo che mi ero proposta.

  • Qual è il messaggio fondamentale che vuoi trasmettere con le tue creazioni?

Le mie creazioni sono proposte per suscitare nuovi stimoli estetici virtuosi, per una vita essenziale e di contenuti, legati alle tradizioni e al buon uso della tecnologia. Trasmettono Unione, maggiore consapevolezza dell’Essere, condivisione e scambio d’amore per la vita, per la creatività. E’ far sì che l’essere umano rimanga a contatto con la sua vera natura e che dia valore alla qualità delle cose, perché rischiamo di perdere i valori attraverso la sopraffazione del consumismo, dei mass media che ci invadono con immagini di modelli virtuali.










  • Credi che sia possibile per l’uomo contemporaneo raggiungere l’armonia e la pace?

Si. Certamente è possibile. Lavorare sulla propria Armonia è la chiave per riflettere agli altri espressioni di energie positive che ci ritornano contro riflessi. Distinguo il concetto di pace da quello di armonia. La pace è l’opposto della guerra e viceversa, per cui sono due estremi in conflitto tra di loro. Invece, l’armonia già in sé è concetto d’equilibrio, di ordine; domina e si pone al centro dei concetti opposti. Annulla i conflitti estremi e non li schiera in opposizione, neutralizzando le violenze, le quali, non più stimolate, si annullano.

Io l’ho raggiunta nel ricercarla come soluzione alla sofferenza, ai mali, ai disagi esistenziali che hanno creato conflitti alla formazione della mia identità artistica. Un cammino che ho intrapreso da quando, adolescente, ho scelto di ritagliarmi piccoli spazi di tempo per fare arte.

Appunto, l’opera di pensiero creata da me, ordine di concezione suprema del bene, amore, serenità, equilibrio che trasferisco in disegno non solo sulla bandiera che ho creato, vuole essere oltre al simbolo che la rappresenta, promemoria “dell’Ordine Armonico Eterogeneo”. Una guida spirituale alternativa, espressa in una nuova forma e trasferita in molte mie creazioni per conquistare in piena libertà la propria religione e professarla, rispettando tutti i pensieri, tutte le religioni.

  • In quale luogo della natura, in particolare, noti “armonia”?

La cerco e la trovo in ogni luogo, in ogni persona, appunto perché è un mio riflesso. In tutto ciò che si combina e si focalizza dove si posa il mio sguardo. Davanti a tutto ciò che appaga i sensi senza turbarli, come gli scenari fantastici dello spettacolo della natura. Nelle immagini della mia visione mnemonica, allenata all’obiettivo della fotocamera vi è “Armonia”.

  • Quali consigli puoi dare per imparare a vivere armonici con se stessi ?

Essere armonici con se stessi significa esserlo anche con gli altri. Bisogna intraprendere un percorso spirituale di liberazione dell’etica per destrutturarla da preconcetti di chiusure e giungere all’estetica del corpo che rifletta e comunichi luce e colori armoniosi. Avere la cognizione di sentirsi appagati nella percezione istintiva dei “cinque sensi” ed essere in sintonia con gli elementi della natura.

La mia arte, le mie opere conducono al percorso dell’armonia. Volgono alla libertà di espressione e sono strumento e testimonianza fondamentale di studi e di ricerche che propongo e offro come nutrimento, apprendimento e confronto formativo nel programma progetto laboratoriale: Arte e benessere “naturaltherapy”.

  • Cosa fa la differenza tra un fotografo ed un artista che fotografa?

Sono due momenti che insieme rendono completa una professione.

L’artista che fotografa lavora prima per sé, s’impegna per il piacere di creare in proprio e nonostante frequenti scuole e corsi di specializzazione, fugge dalla tecnica per non rimanere stereotipato in copiature di modelli accademici. Fa ricerca libera e istintiva per arricchire e caratterizzare uno stile personale e originale.

Il fotografo lavora per gli altri, per il piacere e per il bisogno di guadagnare per un sistema lavorativo. E quindi per il fotografo professionista è importante la tecnica accademica. Si rifà a ciò che è già abituato a vedere, a ciò che è già popolare sul mercato, per cui c’è più richiesta in quel tipo di prodotto e il lavoro si svolge più facilmente.

  •  Quale tensione emotiva è più facile esprimere per un artista-fotografo?

Per me non c’è una tensione emotiva più facile. C’è il desiderio di attrazione e, quando questo accade, è tutto così spontaneo. All’inizio è sofferto, poi appena m’immergo in quell’energia creativa, magnetica, magica e irreale, diventa un viaggio nell’impalpabile mondo fantastico dei sogni, delle favole. E’ come andare in estasi. Lì scompaiono tutte le mie tensioni, tutti i mali.

  • Quando è nata la passione per la fotografia?

Da bambina. Le immagini mi hanno sempre attratto. A quattordici anni mi sono impadronita della fotocamera di mio padre e ho iniziato a fotografare di tutto, prediligendo i ritratti ed iniziavo a fare analisi e a osservarmi in quelli che mi facevano. A sedici anni fotografavo i miei primi quadri di pittura e altre opere, in seguito i miei due figli, specialmente ogni volta che indossavano un abitino nuovo cucito da me. La passione dei ritratti è aumentata, fotografando me stessa e poi anche agli altri.

  • Negli autoritratti fotografici cosa cerchi di te stessa che è nascosto nel tuo animo?

Ho trovato la completezza della mia identità poliedrica dalle infinite sfaccettature e sfumature che ancora oggi autoritraggo e mi diverto a scoprirne sempre nuove. Volevo vedermi nei momenti, negli attimi da me immaginati, idealizzati che sfuggivano ai fotografi che mi ritraevano dei quali non ero mai soddisfatta. Non mi davano ciò che io volevo. C’era sempre qualcosa che mancava, che io cercavo. Le mie belle espressioni del pensiero e del corpo, che vedevo quando mi osservavo allo specchio nella mia intimità. E mi dicevo: ah, se questo specchio magicamente potesse fermare questi attimi in questa luce dove mi vedo bellissima!

Io sapevo che c’erano delle immagini così pure, vere, ingenue, sensuali, misteriose e affascinanti che per me, sensibilmente timida e insicura, era difficile esprimere di fronte a chi mi ritraeva, perché mi faceva sentire in soggezione, non riuscivo a essere a mio agio. Non mi sapevano guidare e non mi valorizzavano. Cioè, mi vedevano a modo loro, falsificando e penalizzando il fascino sensuale dell’eros, che ricadeva nel volgare. Tutto ciò faceva in modo che io rifiutassi di essere fotografata, perché la mia immagine non corrispondeva alla mia idea di purezza.

Gli autoritratti mi hanno aiutato tantissimo a superare i conflitti del bello e del brutto che la società contemporanea mi ha trasmesso. Hanno fatto sì che amassi il mio corpo e mi riconoscessi completamente in esso, con autostima. E da questa ricerca “autoprevencurativa” ho sviluppato e riformato “Il metodo Artdeux”, criterio messo a punto da me, che adotto dal 1970 su me stessa e sugli altri, applicato alla “disciplina” laboratoriale del ritratto: la “Fotoritrattografia Dêantrologica”, il fascino del Dè di MAGICAFOTO , con la caratteristica del Dê che rappresenta l’armonia dei cinque sensi, delle cinque dimensioni dell’Essere dall’Identità poliedrica.

  • A chi può essere utile “Il metodo Artdeux”?

È un valido aiuto, per chi vuole migliorare, per chi ha difficoltà ad esporsi nel sociale attraverso la propria immagine. Per liberare da blocchi, sovrastrutture psichiche e ritrovare o affermare la propria identità. Riconoscersi per come ci si sente di essere. Imparare a rivelarsi per apparire nella propria naturalezza, comunicare con consapevolezza i propri pensieri e mettersi in gioco nel teatro della vita. Per proiettarsi con sicurezza in tutti i settori lavorativi, dove necessita la conoscenza della figura, del ritratto, i quali oggi richiedono una maggiore formazione personale del portamento in stile, classe, carisma, fascino e del comportamento che caratterizza la propria immagine.

  • La fotografia può considerarsi “poesia”?

Si, certo. È poesia tutta l’arte che esprime emozione, che fa pensare ed è alla base di ogni espressione creativa. Quindi il mio genere fotografico lo chiamo “PensieroPoeticoPittoricoFotografico di liriche fotoelettrovisive”.

  • Perchè hai fondato il gruppo “ARMONIAMOCI” missione armonia universale?

La creatività, l’arte sono strumenti d’unione. Il mio pensiero è strumento riflesso dell’arte per un nuovo linguaggio d’unione. E può essere voce per chi non ha strumenti. Lo dimostrano gli iscritti al gruppo. Il movimento “ARMONIAMOCI” si è sviluppato anche attraverso suggerimenti e stimoli di amici che vi aderiscono e che professano il mio stesso pensiero.


Nicol Artdeux si considera una “trasformista perfezionista” e, ascoltandola, mi convinco che lo sia veramente. Avvolta nella sua creazione, la bandiera dell’Armonia, e nelle sue riflessioni così importanti, crede fermamente in ciò che crea. Nelle sue opere, dai nomi che sembrano complicati, vi è il sapiente e paziente lavoro di un’artista che, utilizzando simboli e magia, trasmette un messaggio universale di cui stiamo perdendo il significato; un messaggio ancestrale che Nicol ci invita a riscoprire dentro di noi per poi metterlo in sintonia con l’universo: l’Armonia.


 – NOTE SULL’ARTISTA –

Nicol Spolzino, in arte Nicol Artdeux, è un’artista d’Immagine. Vive a Sala Consilina, in provincia di Salerno, dove ha uno spazio per la sperimentazione: l “Atelier teatro di posa per regia fotografica”. Studiosa e ricercatrice in Antropologia delle scienze umanistiche, “Fenomenologie comportamentali degli stili” e Discipline Bio-Naturali. Pratica la “Fotoritrattografia Dêantrologica” con il metodo Artdeux da lei creato ed applicato. Fotografa freelance, progettista di Moda e Arredo, ha studiato presso l’Accademia del Costume e della Moda di Napoli. Autrice ed esponente della corrente di pensiero “Realfantastico ETERNORANEO poliDêunista”, ha creato il Movimento d’arte: “ARMONIAMOCI” per un mondo d’amore, missione armonia universale. E’ presente su facebook.


 

– Paola Testaferrata –


 



































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