LA SVISTA – Intervista a Simona Lobosco



































simona loboscoCapitano di una squadra di calcio femminile, Simona Lobosco è una ragazza solare, allegra, ma anche testarda e decisa nella vita di compiere le sue azioni fino in fondo, soprattutto quando c’è la possibilità di fare del bene. Infatti, ciò che la caratterizza maggiormente è la sua disponibilità ad aiutare chiunque si trovi in situazioni di difficoltà. Chiacchierando con lei, mi accorgo che è molto più matura della sua età. Mi guarda un po’ meravigliata, cercando di leggere in me lo stupore per la sua passione per uno sport tipicamente maschile.

  • In quale squadra giochi?

Da un anno gioco nella “Cardinale Group” di Teggiano, mentre prima ho giocato in varie squadre; la più importante è stata la Salernitana Serie B, all’età di 14 anni.

  • Quando è nata questa passione per il calcio?

Sin da piccola ho avuto la passione per il calcio. Il primo pallone che ho preso “in mano” era un pallone da calcio e ho capito sin da subito che era uno sport che mi regalava tanto.







  • E’ difficile per una donna avere credibilità in questo campo?

Purtroppo, il calcio femminile è poco valorizzato. E’ visto a priori come uno sport principalmente maschile. Il calcio non è spesso associato ad una figura femminile ed è per questo che non si investe tanto. A livello locale è un po’ più valorizzato.

  • Quante volte alla settimana ti alleni?

Mi alleno due volte alla settimana dalle diciannove e trenta alle ventidue, escludendo le partite di calcetto occasionali.

  • Quanto è importante oggi lo sport per un giovane?

Credo che lo sport sia molto importante per noi giovani, perché ci aiuta ad impegnare il nostro tempo in modo sano, insegnando anche la sana competizione, un buon modo per confrontarsi e mettere alla prova se stessi. Inoltre, aiuta a tenerci lontano da attività poco educative e improprie e poco costruttive come mettersi a giocare alle macchinette, a giochi di carte in un bar come poker o altro. Lo sport ci aiuta ad avere disciplina e rispetto e favorisce, essendo uno sport di gruppo, lo stare bene insieme nel rispetto delle regole. Per quanto riguarda il calcio femminile, credo che un fattore importante sia anche il contesto familiare in quanto, nella gran parte dei casi, non supporta o incoraggia questo tipo di sport.

  • Lo sport implica impegno e sacrificio. Pensi che i giovani d’oggi conoscano ancora il significato di queste parole?

No, credo che i giovani di oggi non sappiano cosa voglia dire “impegno ” e ” sacrificio”, troppo abituati ad avere tutto e subito, senza lavorare per ottenere ciò che si vuole. Mi ritrovo a giocare in una squadra dove la maggior parte delle ragazze non supera i 18 anni e mi rendo conto che negli allenamenti e nelle partite non si impegnano al massimo, ottenendo cattivi risultati, tendendo a scaricare le colpe di questo su altri eventi.

  • Hai vinto tornei ?

Sì, all’età di 15 anni, con la squadra del Salvitelle, nell’anno in cui è nata. Abbiamo vinto il Campionato di Serie C; poi, purtroppo, per problemi economici non abbiamo potuto disputare il Campionato di Serie B.

  • Come deve essere il carattere di una ragazza che si dedica ad uno sport prevalentemente maschile?

Bella domanda. Il carattere di una ragazza che gioca a calcio è deciso, forte. E’ un carattere socievole, allegro, che ama confrontarsi, conoscere nuove persone e nuove realtà. Il calcio è uno sport che porta a spostarti, a viaggiare e a passare molto tempo con le compagne di squadra, persone che hanno la tua stessa passione. Deve essere sempre pronta ad ammettere i propri errori, chiedendo scusa e pensando sempre a migliorare. Anche la furbizia non guasta.

  • Quante squadre di calcio femminile ci sono nel salernitano?

Sono molte le squadre del salernitano, tra squadre di calcetto e calcio. E’ nel Vallo di Diano che il calcio femminile non riesce a sfondare, colpa anche della mentalità del posto.

  • Quali sono i tuoi progetti per il futuro in questo campo?

Ora, all’età di venticinque anni, vorrei continuare a giocare. Nel caso che non possa più continuare a farlo, è mia intenzione prendere il tesserino da allenatore o comunque restare nella dirigenza della mia squadra, dato che questa è nata da me, grazie alla Società Polisportiva Diano che ci finanzia e ci segue.


Simona ritiene di essere “molto testarda”. Lotta per ottenere quello che vuole, sempre nel bene e nel rispetto degli altri. E’ consapevole che nella vita bisogna conquistare con impegno, sacrificio ed allenamento non solo una buona posizione in classifica, ma qualsiasi cosa. Salutando i lettori di ondanews , prende da terra il suo borsone sportivo e negli ultimi colori di una giornata che volge al tramonto va al suo allenamento, portando con sé il sorriso di una ragazza che, sfidando pregiudizi ed ipocrisie, crede nell’importanza dello sport che ama: il calcio.


 NOTE SULL’ATLETA

Nata a Polla il 6 giugno 1985, Simona Lobosco vive a Sala Consilina in provincia di Salerno. Lavora nell’impresa familiare “Officina veicoli industriali Lobosco”. E’ capitano della squadra di calcio femminile “Cardinale Group” di Teggiano (SA)


 

– Paola Testaferrata –


 





































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