LA SVISTA – Intervista a Piera Lombardi



























Non ama ciò che la vincola e la racchiude. I monti della sua amata terra non saranno mai muri che limiteranno il suo percorso. Piera Lombardi si esprime liberamente, andando oltre. Narra, racconta. Canta libera. E la sua voce percorre vallate, s’insinua nei torrenti, plana dai monti ed arriva dritta sulla pelle di chi l’ascolta, amplificando, con il ritmo delle sue canzoni, il battito del cuore antico di una terra meravigliosa: il Cilento.

  • Cosa sognavi di fare “da grande”, quando eri bambina?

Da piccola ero spesso a casa dei nonni paterni, ci adoravamo. Davanti casa c’era uno scanno in pietra sul quale la mia cara nonna Rosina si sedeva e, inforcati gli occhiali, si dava alla fine arte dell’uncinetto. Quello stesso scanno diventava il mio palchetto personale dove improvvisavo acerbi “spettacoli” canori ! Per microfono avevo il pestello del mortaio di nonna, sempre profumato di spezie e dal sapore di sale. Quella bimba sognatrice, con i capelli intrecciati e i pantaloncini corti, che cantava chiudendo gli occhi, è sempre in me e io in lei.

  • Fu allora che hai scelto la musica?

La musica non la scegli, è lei che viene a prenderti . Innamorandoti ! E questo amore è per sempre. Un amore speciale, insostituibile! Nella buona e nella cattiva sorte, nel bene e nel male. La passione che provi cantando o accarezzando i tasti di un piano, pizzicando le corde di una chitarra o di un basso, è impossibile da spiegare. Impossibile! Senti solo energia, vita !










  • Quando ed in quale occasione ti sei avvicinata al mondo della musica tradizionale? Quando hai capito che quella era la tua strada?

Il mio incontro con la musica tradizionale non è stato casuale. Vengo da una famiglia in cui ogni ricorrenza importante finiva accompagnata dal suono dell’organetto e dai passi di tarantella. Ho ancora vividissimo il ricordo dei rumorosi passi di mio padre che, braccia dietro la schiena, sorrideva e accompagnava i piccoli e discreti saltelli della mia mamma. Troppo bello. Il valore di queste cose lo capisci quando tu diventi grande e i tuoi cari imbiancano. Le tue radici riaffiorano, si fanno largo e si impongono.

E qui nasce la voglia di approfondire, ascoltando i maestri della Nuova Compagnia di Canto Popolare, Bennato o i cantautori e poeti cilentani come De Vita, Liuccio, D’Orsi, e sentire, accogliere l’energia che si muove nella musica del popolo e farla tua.

  • Cosa rappresenta per te il Cilento?

La mia terra la canto perché mi appartiene, ed io a lei, fino in fondo. Nelle mie ricerche ho scoperto tantissimo di questi luoghi, della mia gente e della sua capacità di raccontare o cantare i più alti sentimenti dell’animo umano. Parole leggere e poetiche tra labbra arse dal sole nei campi, suoni di tofe tra mani nodose lambite dal mare… Contraddizioni straordinarie!

  • Cilento sempre, nel bene e nel male?

Nel bene e nel male, la canto questa terra e, proprio perché me ne sento parte, amo tutto ciò che essa ha avuto in dono dal buon Dio come, con la stessa forza ,detesto tutto ciò che la mortifica: i problemi arcaici di isolamento e di abbandono, certa cattiva politica incapace di dare slancio ad un territorio straordinario con il conseguente abbandono da parte di tanti, soprattutto giovani. Il triste comune denominatore tra le nostre regioni meridionali. E lo scrivo nelle mie canzoni con le quali spero di rafforzare in me stessa e trasmettere ad altri la necessità di prendere coscienza delle vere potenzialità della nostra terra. Non apprezzo particolarmente né i disfattisti né chi manca di coraggio e langue senza agire ottenendo, come unico risultato, quello di aggravare il pregiudizio, ahimé, sempre molto forte nei confronti delle popolazioni meridionali in generale. Pregiudizio che ci vuole ignavi, ignoranti e nullafacenti. Il Cilento ed il Sud, invece, hanno un cuore propulsivo forte che fatica a far sentire i suoi battiti !

  • Quando canti all’estero, cosa provi nel sapere che chi ti ascolta è lontano dalla propria terra da tanti anni e nel sentirti rivede luoghi antichi ed amati?

Nei miei concerti propongo un viaggio nella memoria, un vero e proprio percorso emozionale che attraversa buona parte del Sud e delle sue straordinarie storie.

Adoro gli scambi culturali, la “ contaminazione “ attraverso l’arte del racconto musicale. Ho avuto la possibilità, con grandissimi sacrifici, di esibirmi all’estero: il Belgio, l’Olanda, la Svizzera, il Venezuela, gli Stati Uniti . Esperienze assolutamente diverse, arricchenti ognuna a suo modo. L’anno scorso , per dirne una , ho suonato nell’ambito del Festival delle Culture a Stoccarda. Tante espressioni in un unico posto a “parlarsi “ attraverso la musica. Grandioso ! In questi viaggi ho avuto la fortuna di incontrare anche tantissimi conterranei . E’ sempre un momento forte quello in cui ti raccontano la loro profonda nostalgia, la loro storia di lontananza, di distacco. Che bello quando ti abbracciano e ti ringraziano per averli “RIPORTATI A CASA “attraverso le melodie della memoria. A loro ho dedicato la mia “ E vao a cercà fortuna “.

  • Quali fatti ed emozioni ti suggeriscono le parole che poi scrivi nelle tue canzoni?

Ho ascoltato tantissima musica, di generi diversi. Il mio idolo adolescenziale assoluto è stato Michal Jackson. Il groove, la vocalità, gli arrangiamenti dell’immenso Quincy Jones. Un background importantissimo che resta nelle corde dell’anima e che, inevitabilmente ritrovi nei tuoi arrangiamenti musicali, nel tuo sound. Pino Daniele, per citarne un altro, è l’altra faccia delle atmosfere musicali che mi inebriano! E poi i cantautori italiani, altro grande amore!

  • “Terronia beneretta, u mundu nun t’aspetta…” “Terronia” un canto che vuole rimproverare e risvegliare il Sud?

Terronia è la mia canzone che racconta in maniera dissacrante, ironica, volutamente sferzante, questa parte di realtà e darà il nome al mio primo cd ufficiale. Un’offesa che diventa virtù attraverso un lavoro discografico sofferto ed atteso a lungo, intenso, nel quale ho voluto omaggiare alcuni tra i più grandi cantautori del popolare. Sono orgogliosa del risultato.

  • Dietro le tue canzoni, c’è un lavoro di studio, di ricerca e di rivalutazione della tradizione, soprattutto cilentana. Come nasce questo progetto musicale ?

Il mio progetto è nato grazie al mio produttore Tonino Valletta. Grande professionista, arriva dal rock, quello duro e puro degli anni 70 e dal pop . Un archivio emozionale e musicale che ha riversato nella contaminazione della tradizione musicale popolare che stiamo portando avanti, idea da cui è partito il mio progetto, nonché nei tanti inediti a cui stiamo lavorando intensamente. La nostra versione della Cilentana è l’esempio più calzante di ciò che l’incontro tra la radice popolare e il personale bagaglio musicale possono creare. Una piccola perla dal grande valore comunicativo, intellegibile ad ogni angolo della terra dove il dialetto , anziché un ostacolo, diventa il cuore pulsante, il trascinatore accattivante, il mezzo per raggiungere intimamente questa terra, pur stando in un altro lontanissimo posto del mondo ! E poi è dedicata alla splendida unicità delle donne cilentane. Forti come la pietra nuda dei nostri piccoli centri storici, accoglienti come le calde notti intorno ad un camino, capaci di sentimenti assoluti, vividi, come i colori di cui si tinge questa terra continuamente, incessantemente. Infinitamente donne, come la musica!


Piera Lombardi è una forza della natura. Affascina per la sua grinta, per la sua capacità di coinvolgerti nelle sue canzoni ed avvolgerti nei ritmi della sua musica che ha una grande ambizione, quella di restituire alla sua terra, al Cilento, la forza e l’energia del sole, del mare, della gente legata a valori antichi ed a nuove speranze.

Piera con il suo impegno e con la sua bravura fa vivere il Sud nella sua musica e lo fa diventare protagonista di una storia tutta da scrivere.


NOTIZIE SULL’ARTISTA

Piera Lombardi è nata a Vallo della Lucania, in provincia di Salerno, il 16 gennaio 1975, ma ha sempre vissuto a Casalvelino Scalo, comune di Castelnuovo Cilento. Ha studiato il pianoforte per circa 10 anni.

Ha conseguito il diploma di solfeggio presso il conservatorio di Avellino. Numerosi i concerti che l’hanno vista protagonista sia in Italia che all’estero.

Si è esibita negli USA, a Washington, in occasione del Gran Galà della NIAF( National Italian American Foundation) alla presenza del Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton. Ha partecipato a diverse trasmissioni televisive sulle reti della Mediaset e della Rai, tra cui: “Uomini e Briganti”, “Linea verde”, “Cominciamo bene”.

E’ in tournée con il concerto TERRONIA TOUR 2013 con i musicisti: Tony Cortazzo al basso, Giovanni Peccerillo alla batteria e Angelo D’Ambrosio alla chitarra acustica.


 

– Paola Testaferrata –


 

































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