La Campania resta in Zona Gialla nonostante in questa settimana si sia registrato un aumento dei contagi da Covid. Il dato emerge dal report settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità relativo alla settimana dal 25 al 31 gennaio.

L’indice Rt di trasmissibilità del virus resta quindi al di sotto dell’1, soglia che fa scattare il passaggio in Zona Arancione. In questa settimana presa in esame si attesta a 0.78. E’ un dato inferiore rispetto a quello della settimana scorsa (0.97) ma preoccupano in Campania l’aumento dei positivi e dei focolai e per questo motivo il rischio viene classificato come “moderato” mentre 7 giorni fa era “basso”.

Il report settimanale vede 3 regioni a rischio alto: Puglia, Umbria e Provincia Autonoma di Bolzano. 11 regioni sono a rischio moderato: Campania, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Provincia Autonoma di Trento, Molise e Toscana. 7 si classificano a rischio basso: Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Sicilia, Sardegna, Valle d’Aosta e Veneto.

Ricordiamo le regole da rispettare nella Zona Gialla e cosa è permesso e vietato: resta il coprifuoco dalle 22 alle 5, è obbligatoria la mascherina all’esterno e nei luoghi pubblici, sono vietati gli assembramenti; non è possibile spostarsi verso altre regioni o province autonome se non per motivi strettamente necessari (lavoro, salute), si può fare visita ad amici e parenti nella propria regione una sola volta al giorno fra le 5.00 e le 22.00 nei limiti di due persone (esclusi dal conteggio i minori di 14 anni, i disabili o non autosufficienti conviventi); i ristoranti e i pub sono aperti fino alle ore 18 (la consegna a domicilio è sempre consentita e si può fare l’asporto fino alle 22); bar, gelaterie e pasticcerie sono aperti fino alle 18 (la consegna a domicilio è sempre consentita ed è vietato l’asporto dopo le 18); mostre e musei restano aperti nei giorni feriali, mentre sono ancora chiusi palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali; aperti centri e circoli sportivi, chiusi teatri e cinema, sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò.

– Chiara Di Miele –

 

 

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