“Intervista spec(ch)iale” : Le confessioni di Rocco Colombo, direttore editoriale di OndaNews



































http://farm6.staticflickr.com/5530/11602440183_af91ed3723.jpgUltimo appuntamento con la rubrica dedicata alle interviste dei giornalisti del territorio.

A chiudere è Rocco Colombo, direttore editoriale di OndaNews, testata che ha ospitato e diffuso il pensiero e le considerazioni di diversi rappresentanti della categoria riconducibili a varie testate/emittenti.

Si chiuderà mercoledì prossimo con una sorta di bilancio su quanto evidenziato e proposto dai giornalisti intervistati.







 

  • D. Quando e come è iniziata la tua carriera giornalistica?

 R. “Quest’anno “festeggio” ufficialmente i primi 25 anni di iscrizione all’albo dei giornalisti. Il primo articolo l’ho proposto al quotidiano “Bresciaoggi” nel 1980. Ritornato in “patria”, ho iniziato con “Nuovo Sud”, poi con “Il Mattino”, “Sport Sud”. Poi, precettato da Eduardo Scotti, passai con lui al “Roma” e con Andrea Manzi ho partecipato alla nascita de “La Città” come responsabile per il Vallo di Diano. Sono poi ritornato al “Mattino” per “colpa” di Luciano Pignataro, colpa rinvigorita dal rapporto con Mariano Ragusa, il giornalista  con il quale ho condiviso molte esperienze. Fu lui, infatti, a volermi alla mitica “La Voce”, diretta da Indro Montanelli, come corrispondente dell’area a sud di Salerno. E non è sicuramente un caso che il mio rapporto con la carta stampata sia finito proprio quando il mio amico Ragusa è stato trasferito per altri compiti alla redazione napoletana de “Il Mattino”.
Una scelta di cui non mi sono mai pentito e che mi ha fatto sentire davvero bene sul piano morale, facendomi scoprire fortemente il sentimento dell’amicizia anche nel mondo del giornalismo dove questo valore non sempre è considerato.
L’unico rapporto ancora in vita con la carta stampata lo mantengo con “La Gazzetta dello Sport”.
Ho fatto per 25 anni anche televisione, ma è un’esperienza invece che, pur non rinnegandola, si è rivelata triste sul piano umano per come mi sono sentito, prima usato e poi messo in condizione di scappare via, senza neanche voltarmi indietro, tanto ne sono rimasto nauseato e disgustato sul piano umano”

  • D. Quali le tue considerazioni in merito al panorama giornalistico valdianese?

R. “Il Vallo di Diano è un territorio che ha prodotto fior di giornalisti.
A parte Tonia Cartolano che è la persona alla quale sono maggiormente affezionato (e non faccio assolutamente niente per nasconderlo), “inviato” di Sky TG 24 nonché direttore onorario di OndaNews, ci sono altri giornalisti che hanno fatto carriera, tra cui il mio grandissimo amico Angelo Amelio in Rai con “UnoMattina”, Tiziana Lapelosa, che lavora alla redazione di Milano di “Libero”, Angelo Mastrandrea, vice direttore del “Manifesto”, e poi Angelo Raffaele Marmo di Casalbuono e Simona D’Alessio di Sant’Arsenio, tanto per citare alcuni nomi che hanno fatto di questa passione la loro unica professione.
Poi ci sono tanti altri colleghi che stanno cercando di svolgere al meglio questo mestiere ma quello che manca, secondo me, è un pò di quella che viene definita “formazione continua”. Non è possibile pensare di fare qualsiasi mestiere senza aggiornarsi con continuità, senza studiare. Pensare di “saper fare” solo perché ci si sente bravi e “arrivati” potrebbe rappresentare un limite e far cadere addirittura nel baratro della presunzione”

  •  D. Cosa pensi, invece, del contesto politico-amministrativo locale?

R. “Può sembrare paradossale per un giornalista affermare di non essere assolutamente appassionato a questa realtà. Il Vallo di Diano fa parte dell’Italia e la situazione che propone è quella che si registra su tutto il territorio nazionale.
Tanta approssimazione, tanta incapacità di intercettare bisogni reali, tanta voglia di apparire, tanto nulla. Davvero, guardandosi intorno non sempre si trovano, in politica, spunti validi sul piano giornalistico. Certo, qualcosa di interessante c’è, per fortuna. Speriamo che le persone di cui personalmente ho tanta stima contribuiscano a rendere migliore questo nostro Vallo di Diano, rispetto a quanto è stato fatto in quest’ultimo ventennio”

  • D. Dopo quella con la carta stampata e la tv, da qualche anno stai vivendo l’esperienza del web. In che modo si è inserita tale realtà nel contesto editoriale valdianese?

R. “E’ una domanda che mi affascina. Senza timore di essere smentito da nessuno, penso di aver contribuito, con la nascita di OndaNews, a scombussolare il mondo della comunicazione, almeno nel Vallo di Diano.
Allora, con tanta incoscienza mi sono buttato in una realtà nuova che pensavo di saper gestire e di saper controllare, facendo però, i conti con un mondo al quale non ero affatto abituato. Per fortuna mi sono messo nei panni dell’alunno e così, ancora oggi, continuo a prendere lezioni da chi è entrato in possesso di una cultura giornalistica nuova, quella del web, che è completamente diversa da quella che conoscevo io, legata alla televisione, alla radio e alla carta stampata.
La mia fortuna si chiama mio figlio Antonio e tutta la squadra che lui è riuscito a comporre, fatta di giovani capaci, che sanno imparare, che sanno quanto sia difficile il mondo della comunicazione, che hanno doti umane eccezionali e pronti a mettersi ogni giorno in discussione e in condizione di ascoltare. Sono loro i miei insegnanti e da loro, da ognuno di loro, ogni giorno traggo importanti insegnamenti. Dopo alcuni mesi altre realtà editoriali hanno pensato di seguire il percorso iniziato da OndaNews e penso che a guadagnarci, in questo confronto continuo, siano i lettori, siano le tantissime persone che usano il web.
La concorrenza fa sempre bene e, soprattutto nel Vallo di Diano, posso affermare che OndaNews ha rotto finalmente un monopolio che era fatto semplicemente di plastica” http://farm6.staticflickr.com/5518/11421847634_1a035f241d.jpg

  • D. Qual è la notizia o l’argomento che sei stato più orgoglioso di dare o approfondire?

R. “Non penso di essere mai condizionato dall’orgoglio, in nessuna delle mie azioni che mi appresto a  compiere. E’ la notizia in sé che mi crea e che mi ha sempre creato adrenalina, qualsiasi essa fosse, qualsiasi essa sia. Può essere lo straripamento di un fiume o un incidente stradale, un arresto o un’intervista ad una persona anziana o ad un profugo.
Ho intervistato tantissimi personaggi politici in tutti questi anni, da Napolitano ad Andreotti, da Vendola a Rosy Bindi o De Mita, da “Picchio” De Sisti a Little Tony, tanto per fare dei nomi ma non mi sono mai sembrati diversi dal sindaco del più piccolo comune della provincia di Salerno o dal pensionato che denunciava la sua condizione o dal paziente in corsia che reclamava i suoi diritti. Tutti gli argomenti che ho trattato mi sembravano degni di essere trattati e di approfondire, senza pregiudizi e senza diritti di precedenza”

  • D. Quale, invece, il tema che ti è maggiormente “pesato” affrontare o che avresti volentieri evitato?
R. “Non mi è mai pesato affrontare nessun tema e non ho mai cercato di evitare nulla. Anzi, mi sono sempre buttato a capofitto in ogni notizia”

  • D. E la gaffe commessa o sfiorata?

 R. “Faccio fatica a ricordarmene qualcuna. Se qualche gaffe ho commesso, non me ne sono accorto”

  •  D. Chi è il/la giornalista più bravo/a del Vallo di Diano?

R. “La bravura la si acquista giorno per giorno. Non ci sono classifiche o graduatorie che possano testimoniarla. Certo, l’esperienza gioca un ruolo fondamentale in questo campo e molti colleghi sono ancora un po’ troppo giovani. Ma, qualora vogliano davvero continuare ad imparare, avranno tutto il tempo per migliorarsi e diventare ancora più bravi di quanto lo siano attualmente”.

– Cono D’Elia – ondanews –





































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