“Intervista spec(ch)iale” : Le confessioni di Gianfranco Stabile, giornalista di Metropolis



































Quinta puntata delle rubrica dedicata alle interviste dei giornalisti del territorio.

A finire questa volta dall’altra parte del “microfono”, è Gianfranco Stabile del quotidiano “Metropolis”. Tra le sue esperienze e collaborazioni rientrano quelle con Il Nuovo Salernitano, La Nuova del Sud, Radio Alfa, 105TV e UnoTV.

  • Quando e come è iniziata la tua carriera giornalistica?

“Ho iniziato nel 2006 con il quotidiano La Nuova del Sud. Nei primi di marzo di quell’anno lessi il loro annuncio lasciato nelle edicole di Sala Consilina. Da sempre appassionato di giornalismo, decisi di cogliere quell’occasione offertami da un quotidiano che intendeva entrare nel nostro “mercato” dalla vicina Basilicata”







  • Quali le tue considerazioni in merito al panorama giornalistico valdianese?

“Il Vallo di Diano mi pare una terra appassionata di notizie.
La scarsa propensione all’acquisto dei giornali è più figlia della mancanza di risorse da parte di singoli e famiglie che del disinteresse. Chi non può comprare un giornale cerca di leggere almeno i titoli dall’edicolante o di farsi un’idea nelle copie presso bar e barbieri.
Poco facile stabilire quanto successo abbiano tv e radio, ma la loro presenza e persistenza,  da diversi decenni, su un territorio relativamente piccolo, lasciano intuire un discreto interesse generale. Ultima arrivata, Internet ha visto il fiorire di numerosi siti molti dei quali con numeri di rilievo. Alcuni di questi sono ai vertici delle classifiche provinciali destinate ai siti di informazione maggiormente cliccati. Per quanto riguarda i contenuti: troppo spazio alle notizie, molto meno agli approfondimenti e critica politica ed alle inchieste sui grandi problemi del territorio

  • Cosa pensi, invece, del contesto politico – amministrativo locale?

“Il Vallo soffre da anni di mancanza di leadership. Mi domando se abbia mai avuto una classe dirigente e se abbia i numeri per esprimerla. So che molti stanno pensando ad un “uomo forte”, cosa che ci accomuna all’idea di politica di gran parte del resto dello Stivale, ma per me questo è quanto più distante possa esserci da politica e democrazia.
La leadership è per me un gruppo dirigente in continua evoluzione che favorisce l’innesto a l’alternanza di forze nuove, non per forza fresche. Da quanto detto ne deriva carenza di pianificazione territoriale: non sappiamo dove andiamo né cosa vogliamo fare e cosa ci serve.
Eppure il futuro, affrontato tramite gli strumenti delle rinnovabili, dell’agricoltura di qualità e del risparmio energetico, non dovrebbe far paura a questo territorio benedetto da Dio”

  • Oggi il giornalista della carta stampata è agevolato nel lavoro rispetto a qualche anno fa?

“Sicuramente sì. Ho iniziato questo lavoro con l’investimento di poche centinaia di euro. Un computer decente, una macchina fotografica duttile e tanta internet a buon mercato.
Oggi possiamo realizzare da casa un giornale, come 30 anni fa non avrebbe potuto fare una squadra di giornalisti e poligrafici, almeno in termini di quantità.
La qualità è poi come sempre altra cosa, e dipende dai singoli, dalla loro passione e voglia di esercitare quotidianamente la professione”

  • Qual è la notizia o l’argomento che sei stato più orgoglioso di dare o approfondire?

“Tutte quelle che hanno al loro interno una certa componente di servizio pubblico. Dare visibilità ad un processo importante per il territorio per i temi di valenza sociale e le problematiche che svela. Ma anche le semplici comunicazioni dei comuni per agevolazione fitti, opportunità di formazione gratuita, sostegno alle famiglie in difficoltà. Genere di informazioni che rimangono sempre “misteriosamente” ben al riparo in poco accessibili albi pretori e bacheche comunali”

  • Quale, invece, il tema che ti è maggiormente “pesato” affrontare o che avresti volentieri evitato?

“Sinceramente non capisco a cosa serva ritornare sui funerali di chi muore in un incidente stradale. Dopo le prime volte ho chiesto sempre ai direttori delle testate con cui collaboro di esonerarmi dall’andare ai funerali di chi ha tragicamente perso la vita.
Per me mostrare il dolore nelle disgrazie è notizia di cui si può ben fare a meno. Sono da evitare anche i suicidi, nel rispetto delle scelte dei singoli. La cosa cambia in via eccezionale solo per personaggi pubblici (il sindaco, il parroco, ecc…)”

  • E la gaffe commessa o sfiorata?

“In questo momento non me ne vengono a mente. Sicuramente ne avrò commesse diverse ma mi sfuggono. Però non credo si commetta errore ricercando e sforzandosi di capire cosa sia successo in un determinato contesto con lo scopo di rivelare ai più la verità che sta dietro ai fatti”

  • Chi è il/la giornalista più bravo/a del Vallo di Diano?

“Le persone che più apprezzo per come svolgono il nostro lavoro sono, inevitabilmente, quelle che lo esercitano da più tempo.
Due nomi: Salvatore Medici, che da un annetto non vive più qui, e, nel Golfo di Policastro, Antonietta Nicodemo di 105 TV. La grande passione e tenacia li accomuna”.

– Cono D’Elia – ondanews.it

 





































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