
Si è da poco concluso a Roma il 61° Congresso Nazionale del Notariato dal titolo “50 anni dalla Riforma: il Notaio e la Famiglia – Radici, nuovi bisogni e prospettive”.
L’evento è stato dedicato alla celebrazione dei 50 anni della riforma, una tappa fondamentale che ha visto notai e giurisprudenza rendere viva la legge, adattandola ai cambiamenti della società. Un anniversario che rappresenta la storia di una lunga collaborazione e che ha offerto l’occasione per guardare al futuro: ad una prima tavola rotonda dedicata alle grandi riforme dei primi 50 anni è seguita una seconda sessione con nuove proposte giuridiche in risposta ai bisogni emergenti della società.
A prendervi parte anche il notaio valdianese Giuseppina Di Novella, sempre attenta e sensibile alla tematica, che in questa intervista traccia un bilancio dei lavori congressuali nella Capitale.
- Notaio Di Novella, il 61° Congresso Nazionale del Notariato ha toccato una tematica particolarmente sentita e vicina alla gente.
Sono stati tre giorni ricchi di iniziative, confronti, tavole rotonde in cui i rappresentanti del Notariato, delle Istituzioni, del mondo accademico e della comunicazione si sono confrontati sul tema “famiglia”, a partire dalla fondamentale riforma del 1975, dalla sua evoluzione sino ai nostri giorni e sulle prospettive di riforma.
- Su quali aspetti in particolare si è dibattuto?
In considerazione delle nuove e mutate esigenze derivanti dai profondi cambiamenti sociali, culturali ed economici, è emersa una crescente pluralità di forme familiari, per cui il diritto di famiglia, oggi più che mai, ha necessità di adeguarsi ai profondi mutamenti tuttora in corso. Si pensi per esempio al già avvenuto riconoscimento giuridico delle unioni civili, ma anche ai diritti ed obblighi di assistenza e mantenimento tra i coniugi, sia durante il matrimonio che nelle fasi di crisi coniugale o a seguito di separazione o divorzio, in tema di eredità e di diritti spettanti agli eredi, pensati e disciplinati originariamente per la “famiglia tradizionale” ed ora da adeguare alle nuove forme di famiglia, rimanendo, al contempo, in un quadro di certezza e sicurezza giuridica ma senza intaccare i diritti fondamentali costituzionalmente garantiti per tutti i soggetti coinvolti.
- Ci sono novità legislative in cantiere?
Nella tre giorni di Roma ci si è confrontati anche su questo aspetto. A tal proposito è alle porte, essendo già stata approvata dal Senato in prima lettura e, tra l’altro, da tempo proposta ed auspicata dal Notariato, una modifica relativa alla circolazione dei beni di provenienza donativa con una riforma che semplifica le regole e dà maggiore certezza a cittadini ed operatori. Altro tema affrontato di grande attualità riguarda la necessità di prevedere soluzioni idonee a garantire un rapido e sicuro passaggio generazionale delle aziende familiari che costituiscono, tra l’altro, la stragrande maggioranza delle imprese italiane, anche attraverso una revisione del “patto di famiglia” introdotto nel nostro ordinamento sin dal 2006, tale da permettere un reale e sicuro passaggio generazionale dal titolare a favore dei suoi eredi, evitando ripercussioni negative sulla sua successione, in un’ottica di riduzione delle controversie giudiziarie tra familiari eredi, garantendo così la continuità di impresa.
- In conclusione, tracciando un bilancio complessivo della tre giorni congressuale, cosa occorrerà fare d’ora in avanti in questo ambito?
E’ stata una edizione ricca di presenze istituzionali e momenti significativi per i temi toccati, tutti ugualmente importanti ed incentrati sul ruolo fondamentale della famiglia nella nostra società, nella consapevolezza che occorre, in un mondo in rapida evoluzione, apportare soluzioni concrete e sicure, che garantiscano ad un tempo semplicità e velocità nella contrattazione e nella circolazione mobiliare ed immobiliare senza tralasciare la sicurezza dei traffici giuridici e la tutela dei patrimoni.


