Foto, sesso, internet e social rischiano di divenire sempre più un mix pericoloso soprattutto tra i più giovani.

È importante, alla luce dei sempre più frequenti fatti di cronaca, parlare delle possibili conseguenze legate a produzione, invio e condivisione di immagini di nudo sul web.

Ne abbiamo parlato con il dottore Michele Vitiello, ingegnere forense e perito per 36 Procure d’Italia.

  • Cos’è il sexting?

Il termine sexting, derivato dalla fusione delle parole inglesi sex (sesso) e texting (messaggiare), è un neologismo utilizzato per indicare l’invio di messaggi, testi e/o contenuti multimediali sessualmente espliciti, principalmente tramite smartphone o Pc, spesso utilizzando i social network. Non è un fenomeno nuovo, ma i mezzi attraverso cui si esprimono sono cambiati e sono evoluti nel tempo.

  • Quando è consentito e quando, invece, si sconfina nel reato?

Tale pratica è consentita quando gli interlocutori sono entrambi minorenni o entrambi maggiorenni, mentre sconfina nel reato quando uno dei due interlocutori è minorenne.

  • Il sexting è un fenomeno comune anche tra gli adolescenti che attraverso le tecnologie si sentono più liberi di sperimentare. Spesso con gravi conseguenze…

È importante essere consapevoli delle conseguenze che il sexting può avere. Le immagini di nudo o sessualizzate non sono contenuti neutri, per questo è importante parlare delle possibili conseguenze legate a produzione, invio e condivisione di immagini di nudo.

-Conseguenze del web:

Quando si perde il controllo delle immagini prodotte, la loro diffusione su web e social network è difficilmente gestibile. È bene precisare che in questo caso non si parla più di sexting ma di ‘revenge porn’ (quando le immagini vengono ad esempio utilizzate da un/a ex partner a scopi vendicativi e con l’obiettivo di ledere la reputazione della persona ritratta), o di ‘sextortion’ e cyberbullismo (cioè la minaccia di diffusione del materiale foto/video, sempre con l’obiettivo di ledere la reputazione delle persone ritratta).

-Conseguenze legali:

Anche quando non c’è intenzione di danneggiare l’altra persona né di commettere un abuso online (come nei casi del revenge porn o della sextortion), non è escluso che i comportamenti tipici del sexting possano configurare reati connessi con la pedopornografia. Secondo il nostro ordinamento il materiale scambiato in forma di sexting si declina come pedopornografico quando se ne perde il controllo, anche ingenuamente. Secondo il recente parere emesso del Comitato di Lanzarote del Consiglio d’Europa (l’organismo che monitora l’attuazione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla protezione dei bambini contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali), il ‘sexting’ tra minori non costituisce una condotta connessa alla ‘pedopornografia’ se destinato esclusivamente all’uso privato dei minori. Il parere specifica però che i minori costretti a tale condotta dovrebbero essere affidati ai servizi di assistenza alle vittime e non essere perseguiti penalmente.

-Conseguenze emotive:

Queste riguardano l’affettività e in particolare il tema del consenso. La pressione dei pari (‘lo fanno tutti o tutte’), ricatti o minacce (‘se non lo fai, non mi ami’), problemi di autostima o il sentirsi in dovere nei confronti del proprio partner al fine di evitare il senso di colpa possono essere tutti elementi che portano un ragazzo o una ragazza a cedere a comportamenti che non rispettano i suoi tempi o desideri. Per questo motivo è importante che il ragazzo o la ragazza sia equipaggiato/a con strumenti che gli/le consentano di leggere criticamente quello che vede o sperimenta, anche quando si tratta della sua sessualità, per poter, ad esempio, definire i propri confini e riconoscere quando una richiesta esterna li supera. I ragazzi e le ragazze hanno il diritto di vivere la sessualità secondo tempi e modi adatti alla loro maturità e questo può avvenire solo se possono contare su conoscenze e competenze specifiche, in grado di orientarli e guidarli nelle loro scelte anche online. L’educazione alla sessualità all’affettività è fondamentale per prevenire forme di abuso e per permettere ai minori di effettuare scelte che migliorino la qualità della loro vita.

  • Quali reati possono verificarsi?

Come detto precedentemente, i principali reati collegati al sexting sono revenge porn, sextortion, produzione e diffusione di materiale pedopornografico, cyberbullismo.

  • Si sente parlare spesso di sextortion…

Il sextortion (dall’inglese “sexual” + “extortion”) è una truffa online che mira ad estorcere denaro alle vittime attraverso ricatti sessuali effettuati sui social network o con finte e-mail minatorie. Il truffatore, attraverso un profilo finto, contatta la sua vittima (solitamente di sesso maschile) via chat fingendosi molto interessato ad intrattenere una relazione. Una volta che è stata carpita la fiducia del malcapitato il truffatore chiede alla vittima di spogliarsi davanti alla webcam o scambiarsi foto compromettenti. Se la vittima acconsente, viene subito ricattata con la minaccia di diffondere frammenti di messaggi di testo sessuali (sexts), foto private o video, qualora non venga pagata una consistente somma di denaro. Il porno ricatto avviene attraverso una e-mail che informa il destinatario che il suo computer è stato violato e lo minaccia di pubblicare video/foto compromettenti se non paga il denaro richiesto. La minaccia è resa più credibile dalla possibile presenza nell’oggetto dell’e-mail di username e password della vittima, ottenute da precedenti data breach e dal fatto che, attraverso la tecnica dello spoofing, l’e-mail può risultare inviata dall’indirizzo della vittima (avvalorando il timore che la casella di posta sia stata effettivamente violata).

  • Le capitano spesso casi di questo tipo? Quanti coinvolgono i giovani?

Capitano abbastanza spesso casi di questo tipo, inoltre sono in aumento anche a causa della situazione in cui abbiamo vissuto negli ultimi anni a causa del Covid-19. I prolungati periodi di lockdown hanno portato sempre più persone ad utilizzare canali social per comunicare aumentando quindi tutti i reati perpetrati con il mezzo della rete. Per esperienza circa la metà dei casi da me trattati ha coinvolto persone minorenni, il dato è comunque in crescita per tutte le fasce d’età.

  • Cosa fare in caso di sextortion?

• Cancella l’e-mail ed ignora qualsiasi altro messaggio del genere: si tratta di un tentativo di estorsione che sfrutta il possibile effetto ‘panico’

• Evita di rispondere all’e-mail: servirebbe solo a confermare l’esistenza del tuo indirizzo e-mail

• Se l’e-mail ricevuta fa riferimento ad una password che stai ancora utilizzando, significa che l’account non è sicuro perché qualcuno in rete conosce la relativa password: cambia la password e attiva l’autenticazione a 2 fattori

• Naviga in maniera sicura e aggiorna sempre i software di sicurezza

• Rimani informato sulle nuove minacce: crimini come il sextortion sono un problema per tutti condividi informazioni su questo tipo di truffa

  • Quali consigli sente di dare ai giovani?

Si consiglia di evitare di dare l’amicizia a persone che non si conoscono, diffidare sempre dei contatti sconosciuti e verificare (attraverso la sezione ‘Immagini’ dei principali motori di ricerca) la foto del profilo che contatta. Chattare con sconosciuti amplifica i rischi ma, potenzialmente, qualsiasi cosa inviata online può essere pubblica e può esser letta da chiunque: amici, parenti, conoscenti, sconosciuti.

Come funziona via e-mail? Il porno ricatto avviene attraverso una e-mail che informa il destinatario che il suo computer è stato violato e lo minaccia di pubblicare video/foto compromettenti se non paga il denaro richiesto. La minaccia è resa più credibile:

  • E ai loro genitori?

Se un adulto di riferimento si rende conto che il minore è coinvolto nel sexting è bene capire innanzitutto la natura del coinvolgimento. È volontaria o no? Sono entrambi minorenni o c’è il rischio che sia un pericolo di adescamento online? Una volta compresi i confini della situazione, il dialogo è essenziale. Non è risolutivo giudicare il minore o evidenziare potenziali sbagli. La cosa più importante è sensibilizzare sulla natura delle piattaforme utilizzate, per essere il più possibile consapevoli dei potenziali rischi in cui si incorre e come evitarli. Nel caso in cui le immagini utilizzate dal minore siano state diffuse contro la volontà della persona ritratta è opportuno rivolgersi al Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni con l’obiettivo di ottenere la rimozione del materiale, per quanto possibile, se online e il blocco della sua diffusione tramite dispositivi mobili.


  • Leggi anche:

24/01/2021 -Revenge porn: cos’è e come difendersi. Intervista all’ingegnere forense Michele Vitiello

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