cellulare_campi_magneticiIl professor Giuseppe Genovesi, immunologo e allergologo del policlinico Umberto I di Roma, ha diagnosticato la MCS a una donna sarda di 49 anni. La donna è così divenuta nota per essere la prima persona ad aver vinto una battaglia contro l’Asl, ottenendo il pagamento anticipato delle spese mediche per le cure di questa patologia presso una clinica londinese che, al momento, è l’unico centro europeo per la cura della MCS.

Ma di cosa si tratta? La Sensibilità Chimica Multipla, o MCS, è una patologia piuttosto grave che rende intolleranti a tutte le sostanze chimiche, presenti negli alimenti e nei vestiti come conservanti o coloranti, e ipersensibili ai campi elettromagnetici emessi da elettrodomestici come Tv, frigoriferi, telefonini e compagnia bella. Si manifesta con sintomi quali svenimenti, disturbi respiratori, forti cefalee e manifestazioni cutanee.
Tra le possibili cause della MCS si pensa ci possa essere una predisposizione genetica che comporta una ridotta capacità di eliminare le sostanze tossiche generate dall’inquinamento elettromagnetico e chimico. Se consideriamo il livello raggiunto da questo tipo di inquinamento nella società moderna è facile capire che, anche se è definita una patologia rara, in realtà la MCS à abbastanza diffusa: si stima che almeno il 3 per cento della popolazione negli Usa ed in Europa soffra di MCS. in Italia le persone colpite sarebbero circa 500mila, cifra che, tuttavia, a detta di vari esperti è sottostimata e, soprattutto, destinata a crescere velocemente nei prossimi anni, sia perché aumenta la consapevolezza dei medici nei suoi confronti, per cui ci saranno più diagnosi, sia perché l’inquinamento elettromagnetico è destinato ad aumentare.
Si pensi che “al solo Policlinico Umberto I abbiamo avuto 300 diagnosi di MCS negli ultimi due anni – spiega Genovesi – e circa l’8 per cento dei casi ha riguardato bambini. Spesso tale patologia non è riconosciuta o è scambiata per un disturbo psicologico: è quindi probabile che molti pazienti non sappiano di esserne affetti”.

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