editoriale tona cartolanoSul cancello che apre le porte alla sede amministrativa del nuovo Istituto di Istruzione Superiore di Sala Consilina, c’era una volta una targa con su scritto ‘Liceo Ginnasio Marco Tullio Cicerone’. Quella targa c’é ancora, ma è cambiata la sua storia.
Mi raccontano del mio liceo accorpato, ora, ad altri indirizzi. Un cambiamento, una evoluzione direbbero gli ottimisti. E forse lo direi anche io se i miei ultimi rientri non fossero, come invece sono, sempre o quasi, segnati da un aggiornamento negativo, da un bilancio col segno meno.
La nuova ‘vita’ dell’istituto che ho frequentato da adolescente ha provocato il solletico alle mie origine di salese. Una istituzione delle scuole superiori che cambia faccia, perdendo la sua, storica, finendo in un accorpamento di istituti distinti e molto diversi tra loro. Qui almeno, però, non c’entra nulla il saccheggio continuo a cui è sottoposta la nostra terra, ma quella targa e il suo nuovo significato mi hanno solleticato.
E così ho cominciato un esercizio poco piacevole, che inizia con una domanda: ma da quando sono andata via quante cose sono cambiate e in che direzione?
E allora provo a fare virtualmente un piccolo viaggio che inizia dall’uscita dell’autostrada di Sala Consilina e arriva fino a Trinità. La prima cosa, non trascurabile, è che se voglio arrivare a casa da Roma non posso affatto pensare ad un treno perché, sebbene se ne sia parlato per anni (si fa ancora?) la ferrovia è solo un sogno da queste parti. E allora dobbiamo accontentarci dell’autostrada che, ad onor del vero, da sentiero di guerra, come lo abbiamo chiamato per anni, si è trasformata in una comoda arteria del sud, per ora neppure a pagamento, che non mi pare affatto male. La percorrono in molti, milioni di persone ogni anno, e chi passa da queste parti spesso fa tappa all’area di servizio di Sala Consilina.
Me lo raccontano le persone che quando sentono la mia provenienza mi dicono “ah, Sala Consilina? Dove c’è l’autogrill e tutte quelle concessionarie? “Beh, il primo dato è incontrovertibile. Sul secondo invece ci sarebbe qualcosa in più da dire. Se non sbaglio, qualche aggiornamento c’è anche lì. Ma la vera nota dolente è il Tribunale. Forse ce lo siamo fatti scippare nel pieno della riforma e della riorganizzazione dell’apparato giudiziario. Una struttura moderna, efficiente ed antisismica i cui uffici sono costretti a chiudere per essere accorpati al Tribunale di Lagonegro, che, secondo una dettagliata relazione commissionata dalla Camera Penale di Sala Consilina ed affidata all’ing. Carmine Petti, non parrebbe neppure a norma. Ce lo siamo fatti strappare perché non siamo stati forse capaci, cittadini e istituzioni, di difenderla. E quando qualcosa si è mosso, forse era tardi. Chissà se troppo. Non ho ancora sentito, ( o forse mi è sfuggito?) della volontà di togliere pure l’ospedale. Mi auguro non avvenga. Sono andata in crisi quando qualche giorno fa, di fronte al ricovero di mio nonno a Polla, si era prospettata l’ipotesi di un suo trasferimento in altra struttura, Potenza o Vallo della Lucania. Ho scoperto invece un efficientissimo, ordinatissimo e pulitissimo reparto di urologia. Gente garbata e professionale. Che bella notizia! Speriamo che resti tale e che questo territorio non sia destinato a portare le stimmate di un sistema che non funziona.

– Tonia Cartolano  – ondanews –

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