socialmediavallodidianoIl gruppo “Polla”, nato nel 2008, è stato il primo gruppo Facebook di un paese del Vallo di Diano. Nel 2008 Facebook stava iniziando a diffondersi in Italia, allora i Pollesi iscritti al social network erano appena una decina. Dopo una prima fase di lancio, il gruppo ha iniziato a funzionare molto bene e, attualmente, è tra i più attivi e frequentati del Vallo di Diano. Il gruppo, infatti, oggi conta più di mille iscritti ed è diventato un punto di riferimento per i cittadini di Polla che vogliono tenersi informati su quello che accade nel proprio paese.
Il gruppo funziona su tre semplici regole:
1. I membri devono aver un legame con Polla, basta anche l’interesse per il paese. I membri, dunque, non devono per forza essere residenti a Polla.
2. I responsabili dei profili iscritti devono essere identificabili (si devono indicare nome e cognome).
3. Niente spam, niente pubblicità, niente attacchi personali.
Sul gruppo vengono quotidianamente pubblicate tutte le notizie che riguardano Polla. Oltre alle notizie vengono pubblicati regolarmente anche altri contenuti che riguardano il paese: fotografie, informazioni e opinioni personali. I contenuti sono pubblicati spontaneamente da tutti i membri e dagli amministratori.
Per saperne di più sul gruppo Polla, abbiamo intervistato uno degli amministratori, Carlo Panzella, per farci raccontare la sua esperienza relativa alla gestione del gruppo Polla.

  • D. – Carlo, com’è nata l’idea di creare il gruppo Polla? Con quali obiettivi?

R. – “Il gruppo fu un’idea di Raffaele Criscuolo, anche lui amministratore, e all’inizio era pensato semplicemente per far crescere la notorietà di Polla sfruttando le potenzialità di Facebook e creare una piccola comunità di Pollesi “social”. Sbagliavamo ovviamente, lo intendevamo come una Pagina Fan, ma eravamo agli albori di Facebook e ancora non conoscevamo bene il mezzo. Per questo poi negli anni l’abbiamo trasformato in un’agorà virtuale dove tutti i membri potessero discutere e tenersi informati sulle vicende di interesse per il paese e il territorio”.

  • D. – Ci racconti qualche esperienza che ti ha colpito particolarmente nella gestione del gruppo Polla?

R. – “Di episodi ce ne sono tanti. Un esempio è l’equivoco che il nome Polla crea con i madrelingua spagnoli, di cui anche tu hai scritto, e per il quale riceviamo numerose iscrizioni soprattutto dal Sud America e che ovviamente rigettiamo. Poi più di una volta ho ricevuto attacchi con messaggi privati per alcuni post, vorrei per questo cogliere l’occasione per dire che quello che pubblico nel gruppo Polla sono dei link (collegamenti a siti con articoli, immagini e/o altro) e che quello che si legge non lo scrivo io, faccio solo da “postino”: consegno quello che Google mi segnala ogni giorno. Comunque quello che più mi colpisce è la proattività di tutti i membri e il fatto che ogni giorno cresciamo, vuol dire che il gruppo funziona e che qualcosa di interessante si sta costruendo”.

  • carlo panzellaD. – Quali sono secondo te i punti di forza del gruppo Polla? Quali invece i rischi?

R. – “I punti di forza sono il costante aggiornamento dei contenuti, l’alto livello di coinvolgimento (engagement tecnicamente) degli iscritti: la gran parte legge tutti i post e numerosi commentano, utilizzano i like e spesso condividono. Inoltre, in linea con il trend italiano, i post più seguiti riguardano l’attualità e la politica (all’estero sui social di solito si parla molto più di musica e cinema), questo è un bene perché si evidenzia una coscienza sociale, in senso lato, ben sviluppata. Spesso le discussioni su queste tematiche si sono rivelate così interessanti da diventare anche fonti di notizia per diversi media locali, questo prova che ciò che si dice nel gruppo non è quasi mai banale, ma anzi, di interesse e generatore di opinioni e analisi. Il rischio, visti i temi trattati, è che spesso si possa scivolare su attacchi personali, ma i casi sono molto rari e noi amministratori siamo attenti a fare da filtro. Infine, mi piace sottolineare che il gruppo non ha età, infatti, non c’è una fascia d’età predominante, i contributi al gruppo arrivano da iscritti dai 13 anni fino agli over 65″.

  • D. Com’è stato accolto dai Pollesi questo gruppo?

R. – “Spero bene. E’ uno spazio a disposizione di tutti e tutti possono interagire per migliorarlo. E’ un po’ lo specchio del paese, ci si vede e ci si legge quello che noi Pollesi stessi produciamo. So per certo che ha dato vita a tante discussioni e spunti di confronto, quindi, nel bene o nel male, credo che dai Pollesi sia ritenuto una buona fonte di informazione “non ufficiale” e, per quanto possibile, un punto di riferimento dell’opinione pubblica”.

  • D. Cosa può rappresentare, in prospettiva futura, il gruppo Polla per il paese?

R. – “Un gruppo su Facebook ha dei recinti ben delimitati. Quindi credo che questo dedicato a Polla resterà quello che già è, una piazza virtuale. Ma, in prospettiva, credo che avrà un ruolo fondamentale, quello di raccontare l’identità pollese. Il gruppo è molto legato alle tradizioni e ai luoghi storici, ricordarli e parlarne sul social network aiuterà di certo a conservare i valori del nostro paese e a tramandarli alle future generazioni. Sarà importantissimo riuscirci, perché credo che tra qualche anno gli iscritti saranno superiori ai residenti perché la piazza virtuale, a differenza del paese, non risentirà dell’emigrazione, anzi, ne beneficerà”.

  • D. – Pensi che il gruppo Polla contribuisca a svuotare le piazze o è una via per ripopolarle?

R. – “Non credo ci sia un nesso così immediato. Di sicuro Facebook è uno strumento che può essere utilizzato per creare aggregazione e, perché no, portare gente in piazza o in altri luoghi. Ma la differenza la fa sempre la qualità delle iniziative che nel gruppo vengono proposte. Chi scrive lo fa a ben 1000 iscritti, quindi, se propone qualcosa di interessante di sicuro una piazza Pollese riesce a riempirla. Svuotarle? Non credo che da solo Facebook sia capace di tanto, può essere un fattore, ma molto relativo”.

  • D. – Stare a Milano, a mille chilometri da Polla, ti permette di seguire in maniera adeguata il gruppo?

R. – “Tecnicamente non è un problema, anzi, è proprio questo il vantaggio della rete, poter rimaner connessi anche a distanza. Prova ne è il fatto che tra gli iscritti al gruppo molti dei più attivi vivono lontano, spesso anche all’estero. Per quanto riguarda i contenuti, ormai, il gruppo ha vita propria e sono gli stessi iscritti spesso a postare notizie o altre segnalazioni. Inoltre, il fatto che non viva il quotidiano di Polla mi aiuta a fare da moderatore in modo imparziale, o almeno è questo il mio intento/dovere. Ci sono poi dei momenti nell’anno in cui il gruppo ha dei cali fisiologici di attenzione e coinvolgimento, quindi tocca lavorarci un po’ di più, “stuzzicando” e “provocando” gli iscritti, a volte anche a mio discapito. In questi casi allora c’è bisogno di più tempo e la distanza non aiuta, ma lo faccio con piacere se serve a creare confronto e scambio di idee”.


– Fabrizio Carucci – ondanews –

 

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