
Monsignor Giuseppe Giudice, Vescovo della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno originario di Sala Consilina, in questi giorni è impegnato per un appuntamento importante di fede in vista del Natale. Infatti la Diocesi da lui guidata ha offerto e sta allestendo il presepe in Piazza San Pietro a Roma.
Professionisti, tecnici, artigiani e maestranze sono all’opera per dare vita al progetto dell’architetto Angelo Santitoro, Direttore dell’Ufficio diocesano Beni culturali e Edilizia di Culto. I pastori sono realizzati in stile classico del ‘700 napoletano dal maestro Federico Iaccarino.
Le fasi di realizzazione e di primo allestimento sono state avviate a giugno e sono entrate nel vivo a fine agosto all’interno di un capannone del Consorzio di Bonifica comprensorio Sarno, mentre nei giorni scorsi hanno preso il via le operazioni di realizzazione in Vaticano.
Saranno rappresentati il Battistero di Santa Maria Maggiore di Nocera Superiore, la fontana di Helvius di Sant’Egidio del Monte Albino, la casa dei cortili, Sant’Alfonso Maria de’ Liguori al clavicembalo e il quadro di Maria Santissima delle Tre Corone di Sarno realizzato dagli infioratori di San Valentino Torio.
Ieri mattina Monsignor Giudice si è recato personalmente sul cantiere in Piazza San Pietro per assistere ai lavori in vista dell’inaugurazione che si terrà il 15 dicembre. Il presepe sarà visitabile fino all’11 gennaio.
“Qualche giorno fa il Santo Padre Leone XIV ha parlato della Chiesa ancora come un cantiere sempre aperto. Vedendo qui questo cantiere ti accorgi come il lavoro, le maestranze, gli operai sanno realizzare un progetto che parte da un altro ed è bello tutto questo – ha affermato il Vescovo Giudice -. Un messaggio che si intreccia con la bellezza del nostro territorio e con la missione che tutti condividiamo. Per me è un momento di grande gioia, anche di orgoglio per il nostro territorio, perché qui a San Pietro noi esprimeremo la bellezza e la ricchezza del nostro territorio, di una Chiesa che cammina, di una Chiesa che guarda verso l’alto, però sa che ha un unico orientamento: andare verso quella grotta dove è nato il Signore, seguire i suoi passi e diventare così, ancora e meglio, pellegrini di speranza”.

