
Domani, sabato 10 gennaio, si terrà una giornata nazionale di mobilitazione in solidarietà con il Venezuela dopo che gli Stati Uniti hanno sequestrato il Presidente Maduro e la compagna Celia Flores, arrestati e portati in America per essere sottoposti a processo.
Anche a Potenza è stata organizzata una manifestazione a sostegno del popolo venezuelano con concentramento a Piazza Matteotti alle ore 18 e prosecuzione in corteo sino a Piazza Prefettura. Al momento hanno già aderito all’iniziativa USB Basilicata, Potere al Popolo, OSA, Cambiare Rotta, Rifondazione Comunista, Partito Comunista Italiano, Noi Comunisti, Associazione Vola – Volontari Per L’Ambiente, Melfi For Palestine, Pax Christi – Punto Pace di Potenza.
“Negli ultimi giorni il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha ritirato l’accusa secondo cui Maduro era il leader del cartello di narcotrafficanti, denominato Cartel de los soles, ammettendo implicitamente che, in quanto organizzazione criminale internazionale, non è mai esistito – affermano gli organizzatori -. Viene meno, dunque, l’unica motivazione che aveva indotto i peggiori servi europei di Trump (Meloni) a definire legittimo l’intervento americano contro la leadership venezuelana. Ieri due navi collegate al trasporto di petrolio venezuelano sono state abbordate e sequestrate in violazione di tutte le regole che presiedono al diritto marittimo internazionale. La prima al largo delle coste islandesi, dopo un inseguimento transatlantico durato settimane, la seconda nel Mar dei Caraibi. Due successivi atti di pirateria internazionale che servono ad impedire al Venezuela di commerciare il suo petrolio. Il Segretario di Stato americano ha dichiarato candidamente che, d’ora in poi, gli USA governeranno unilateralmente le risorse del Venezuela, raffineranno il petrolio di Caracas e lo venderanno sui mercati internazionali, destinandone i proventi a beneficio dei popoli venezuelano e americano“.
“Gli USA hanno scelto di destabilizzare l’ordine mondiale sortito dal secondo dopoguerra – proseguono -. Lo fanno ormai non solo nel cortile di casa (minacciando Cuba, Colombia e Messico), ma su più larga scala, dichiarandosi pronti ad acquistare la Groenlandia e sfidando apertamente la sovranità di Stati ancora membri della Nato. L’uso della forza a scopo di rapina neocoloniale (finora ammantato di ragioni democratiche ed umanitarie) costituisce, in questa forma, un precedente unico nella storia del mondo contemporaneo. Difendere oggi la sovranità del Venezuela significa, pertanto, preservare le condizioni per un ordine mondiale multipolare, giusto ed equilibrato: unica condizione per evitare che l’imperialismo americano trascini il mondo verso avventure senza ritorno”.

