
Il 25 novembre ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
È una data scelta per ricordare un episodio di violenza contro tre sorelle, Patria Mercedes, María Argentina Minerva e Antonia María Teresa Mirabal Reyes, compiuto il 25 novembre 1960 nella Repubblica Dominicana per volere dell’allora dittatore del paese Rafael Trujillo.
La Polizia di Stato prosegue il suo impegno nel contrasto alla violenza e nel supporto alle vittime, grazie anche alla campagna “…questo non è amore”, realizzata dalla Direzione centrale anticrimine e giunta alla 9^ edizione.
Abbiamo rivolto qualche domanda al Questore di Potenza Raffaele Gargiulo.
- Dottore, i dati legati alla violenza di genere a livello nazionale parlano di un costante aumento. Qual è la situazione per Potenza e provincia in questi 11 mesi del 2025?
Per quanto riguarda i dati, a Potenza e provincia, nei primi dieci mesi del 2025, si registrano 25 arresti per i reati di violenza di genere. Mentre rispetto alle misure di prevenzione sono stati emessi dal Questore 20 ammonimenti.
- Rispetto ai numeri, quali sono i reati più presenti?
Come riportato nell’opuscolo “Questo non è amore”, campagna di sensibilizzazione contro la violenza di genere promossa dalla Polizia di Stato, i fenomeni più rilevanti restano i maltrattamenti in famiglia, gli atti persecutori e le lesioni, che purtroppo sono tra le manifestazioni più ricorrenti della violenza domestica e di genere.
- Si denuncia di più?
Rispetto al passato, sicuramente si denuncia di più. La campagna della Polizia di Stato “Questo non è Amore”, le attività di prevenzione nelle scuole, la collaborazione con i centri antiviolenza e la maggiore informazione disponibile hanno contribuito, in parte, a superare il senso di vergogna o di isolamento che spesso bloccava le vittime.
- Quali sono le difficoltà maggiori per voi operatori?
La difficoltà più grande è instaurare da subito un rapporto di fiducia con le vittime, soprattutto quando si trovano ancora immerse in contesti familiari complessi o temono conseguenze. Un’altra sfida è la gestione del rischio, che richiede un intervento tempestivo e una forte capacità di coordinamento con altre istituzioni coinvolte.
- Nota una certa resistenza in alcune vittime? Se sì, perché?
Sì, accade. Le ragioni sono molteplici: la paura di ritorsioni, la dipendenza economica o affettiva dal partner violento, l’isolamento sociale o un profondo senso di colpa, spesso alimentato dal maltrattante. Il nostro compito è aiutare queste donne a riconoscere la situazione in cui si trovano e a comprendere che esistono strumenti concreti per proteggerle.
- C’è una storia che l’ha colpita particolarmente? Vuole raccontarla?
Mi sono imbattuto in una situazione particolare riguardante due giovani: lui, un ex pugile, e lei, poco più che ventenne. Durante un litigio in discoteca, l’uomo l’ha aggredita con estrema violenza, provocandole gravi lesioni. È stato arrestato e attualmente è sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di Polizia di Stato, con l’applicazione del braccialetto elettronico. Possiamo certamente affermare che la macchina della giustizia ha fatto il suo corso, consentendo di punire il responsabile in tempi rapidi. La misura di prevenzione cui è oggi sottoposto, la sorveglianza speciale, recentemente estesa anche agli autori di violenza di genere, ha permesso di monitorarlo costantemente, impedendogli di reiterare le proprie condotte e tutelando così potenziali ulteriori vittime.
- Qual è lo strumento più efficace per fare prevenzione?
Negli ultimi anni sono stati introdotti diversi strumenti di prevenzione, alcuni dei quali particolarmente incisivi, come la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza applicata agli autori di violenza di genere. Tra tutti, però, la misura che si è rivelata più efficace è senza dubbio l’ammonimento del Questore. Si tratta di un provvedimento di prevenzione che interviene nei confronti di persone che, sulla base dei loro comportamenti, potrebbero diventare autori di reati di violenza di genere. La sua forza sta proprio in questo: agisce prima, con l’obiettivo di prevenire e non di punire. L’ammonimento comporta un avviso formale a interrompere immediatamente la condotta offensiva e ad adottare un comportamento rispettoso e non lesivo. È fondamentale che l’ammonito recepisca chiaramente questo richiamo, perché in caso contrario le conseguenze diventano di natura penale e, nei casi più gravi, può scattare anche l’arresto in flagranza. Un ulteriore elemento distintivo della misura è la possibilità, per la persona ammonita, di avvalersi di un percorso di supporto psicologico. A Potenza questo è reso possibile grazie a un protocollo siglato tra Questura, ASP e Comune, che ha portato all’istituzione del C.U.A.V., il Centro di ascolto per uomini autori di violenza di genere. Il centro offre un percorso di recupero e rieducazione basato sul lavoro di personale qualificato, in particolare psicologi dell’ASP e del Comune di Potenza. Dalla sua istituzione, nel 2023 circa l’80% degli uomini che si sono rivolti al C.U.A.V. ha portato a termine il percorso riabilitativo e il dato più significativo è che non si sono registrate recidive. Questo conferma l’efficacia del modello adottato e dimostra che intervenire tempestivamente, lavorando anche sull’autore della violenza, può rappresentare una strada concreta per prevenire nuove situazioni di rischio.
- Come aiutare le vittime a capire che “Questo non è amore”?
Servono ascolto, presenza e una comunicazione chiara. L’opuscolo “Questo NON è AMORE” nasce proprio con l’obiettivo di fornire strumenti semplici per riconoscere segnali che, troppo spesso, vengono scambiati per attenzioni o gelosia. Aiutare le vittime a leggere correttamente quei comportamenti significa aiutarle a spezzare la spirale della violenza. È necessario agire sulla formazione dei ragazzi, andando nelle scuole e diffondendo questo messaggio. La campagna informativa “…questo non è amore” non si tiene solo il 25 novembre, ma dura tutto l’anno attraverso degli incontri mirati che si svolgono in diversi ambiti. Le scuole sono naturalmente il posto più fertile da cui partire. Tutto questo ha portato a molti cambiamenti e sta lentamente modificando la mentalità dei ragazzi, ma c’è ancora molto da fare.




