Attività di gestione di rifiuti non autorizzata e getto pericoloso di cose. Sono i reati contestati, a vario titolo, dalla procura di Salerno a sei persone. Tra queste anche l’ex sindaco di Eboli, Massimo Cariello.

Il suo operato, come riporta “Il Mattino“, viene nuovamente messo in discussione, dopo l’arresto per corruzione ed abuso d’ufficio lo scorso ottobre, per reati di tipo ambientale legati alla gestione e alle autorizzazioni dell’impianto di compostaggio.

Oltre a Cariello, per le sue funzioni di sindaco e titolare dell’autorizzazione ambientale all’esercizio del compostaggio, ci sono il responsabile dell’Ufficio Lavori pubblici e Ambiente del Comune di Eboli e dirigenti e tecnici della società Ladurner srl, che gestisce l’impianto.

Cariello e il dirigente comunale avrebbero consentito alla Spa di gestire compostaggio e stabilizzazione delle frazioni organiche violando le prescrizioni contenute nell’autorizzazione unica della Regione Campania, stoccando quantità superiori e tenendo sempre aperte le porte del capannone e la tettoia, contrariamente a quanto indicato nel decreto dirigenziale della Regione. Queste violazioni avrebbero causato “emissioni odorifere nauseabonde e moleste“.

Inoltre, la triturazione dei rifiuti avveniva nel piazzale esterno e le aree di deposito sotto la tettoia trasbordavano di rifiuti. Infatti, anche le quantità sarebbero state talvolta anche il doppio di quelle previste ed autorizzate.

– Paola Federico –

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