
Per la Gelbison non si ferma la serie nera. Il club cilentano purtroppo sembra aver imboccato una deriva dalla quale non riesce a uscire. Alla vigilia dello scontro diretto con la Sancataldese c’era un certo ottimismo anche alla luce del ritorno in casa rossoblù di Tanassi Kosovan a cui il tecnico Agovino ha subito consegnato la fascia di capitano, ma alla fine per il team del presidente Maurizio Puglisi è arrivata un’altra amara sconfitta sul terreno amico del “Giordano” di Castenuovo Cilento. Un brutto KO ( 1-3) che pesa e non poco sulla classifica che diventa sempre più pericolosa.
Per questa gara il trainer dei rossoblù opta per alcune modifiche a partire dalla difesa della porta affidata a Corriere. Anche in difesa si rivede Gorzelewski: per lui la rete che aveva riaperto i giochi. A centrocampo spazio a Da Silva, mentre il già citato Kosovan ha agito alle spalle di Ferreira e Liurni.
Dopo una partenza incoraggiante da parte dei cilentani la gara è andata avanti sul filo dell’equilibrio con le squadre che si sono controllate a centrocampo, ma con il passare dei minuti l’iniziativa è passata nelle mani dei siciliani del tecnico Vanzetto e nella parte finale della prima frazione la Sancataldese ha sferrato l’allungo vincente. Al 39’ ci pensa Di Mino a depositare in rete dopo un tiro di Romano finito sul palo, sbloccando il risultato. Dopo soli 5 minuti è arrivata anche la rete del raddoppio.
Punizione dal limite, esecuzione precisa di Castro e squadre al riposo con la Sancataldese avanti di due reti. Nella ripresa la Gelbison al minuto 7 accorcia le distanze. Una punizione di Ferreira si stampa sul palo, Gorzelewski piazza il tap-in che vale l’1-2. La Gelbison prova a riequilibrare il match ma le azioni vengono chiuse senza grandi problemi da parte degli uomini di Vanzetto. E nel finale la Sancataldese trova anche la terza rete con Rozzi, che chiude definitivamente i conti a favore dei siciliani e manda all’inferno la Gelbison sempre più impegolata nella zona playout.
E domenica prossima ad attendere i rossoblù un’altra insidiosa trasferta in terra isolana con l’Acireale.



