
Nel corso di una conferenza stampa tenutasi questa mattina a Salerno l’associazione di volontariato Salute e Vita, rappresentata dal presidente Lorenzo Forte, ha illustrato il contenuto dell’atto di diffida notificato nei giorni scorsi all’Arpac regionale e provinciale in merito alla grave situazione ambientale e sanitaria connessa al funzionamento delle Fonderie Pisano. L’iniziativa si inserisce nel quadro delle azioni promosse dopo la recente sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani che ha riconosciuto le gravi omissioni delle Autorità italiane nella tutela della salute pubblica nella Valle dell’Irno.
Alla conferenza erano presenti, oltre a Lorenzo Forte, l’avvocato amministrativista Franco Massimo Lanocita, il dottore Paolo Fierro, vicepresidente dell’associazione nazionale “Medicina Democratica” e l’ingegnere Salvatore Milione.
Nel mirino dell’associazione, in particolare, l’operato dell’Arpac “responsabile – affermano da Salute e Vita – di aver effettuato nel tempo rilevamenti e accertamenti applicando parametri di legge propri delle aree industriali anziché quelli relativi alle aree residenziali, come invece stabilito dal Piano Urbanistico Comunale di Salerno che dal 2006 classifica la zona come At.R.1, ovvero ‘area di trasformazione a prevalente destinazione residenziale'”.
La diffida presentata dall’associazione Salute e Vita richiama inoltre i dati emersi dallo studio Spes, che ha rilevato nella popolazione residente entro un raggio di 4 km dalla fonderia livelli anomali di mercurio e metalli pesanti nel sangue, associati a un aumento della mortalità e morbilità per patologie neurologiche, cardiovascolari e tumorali.
L’associazione Salute e Vita si riserva di adire le vie legali nel caso in cui non venga dato seguito alla diffida, chiedendo l’applicazione immediata dei limiti previsti per le aree residenziali a tutela della salute pubblica.
“Ancora una volta dobbiamo constatare che gli stessi Enti condannati dalla Corte Europea per le loro gravi omissioni continuano a utilizzare ogni stratagemma possibile per favorire le Fonderie Pisano anziché tutelare la salute dei cittadini e dei lavoratori – ha dichiarato Forte -. Il cosiddetto tavolo tecnico convocato nei giorni scorsi non è altro che un tentativo di legittimare vent’anni di errori spacciando per soluzione ciò che è solo propaganda, melina, lucida e irresponsabile perdita di tempo. La mancata delocalizzazione delle Fonderie, nonostante dal 2006 il Piano Urbanistico Comunale abbia stabilito che quell’area debba essere a prevalente destinazione residenziale, permettendo nel frattempo anche la costruzione di nuovi edifici, rappresenta un fatto gravissimo. Il tempo delle attese è finito. Ogni giorno contiamo malati e morti, vittime dirette dell’inquinamento certificato dallo studio epidemiologico condotto dalla Procura. L’Asl nel 2014 ci aveva promesso uno studio epidemiologico approfondito, ma non ha mai mantenuto l’impegno. L’Arpac continua a effettuare controlli utilizzando parametri per aree industriali, ignorando quanto previsto dal Puc. È per questo che abbiamo presentato una diffida formale. Non ci fermeremo. Continueremo questa battaglia finché non ci sarà giustizia e verità per i vivi e per i morti”.


