Oltre 208 milioni di euro che le Regioni dovranno spendere da qui al 2021 per la digitalizzazione dei documenti sanitari erogati dalle strutture sanitarie pubbliche e private convenzionate e per rendere operativo il Fascicolo sanitario elettronico, una fondamentale innovazione digitale destinata a migliorare la vita degli assistiti e l’ attività lavorativa degli operatori sanitari”.

Lo dichiara il consigliere regionale della Basilicata di Fratelli d’Italia Giovanni Vizziello, affermando che il Ministero dell’Economia e delle Finanze metterà a disposizione della Regione ulteriori 2 milioni e 800 mila euro da spendere entro il 2021, per superare il gap con le altre Regioni d’Italia.

Approderà domani 7 novembre, alla Conferenza Stato – Regioni, il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze concernente i criteri di utilizzo del Fondo di finanziamento del Fascicolo sanitario elettronico.

Il Fascicolo sanitario elettronico – spiega Vizziello – consente al cittadino di raccogliere in un documento digitale tutte le informazioni relative al suo stato di salute, contenute in referti medici o di laboratorio, accertamenti diagnostici, verbali del pronto soccorso, lettere di dimissioni dai reparti, terapie farmacologiche, anamnesi e vaccinazioni effettuate, elementi che sono a disposizione dell’assistito sempre e ovunque, senza dover portare con sé i documenti cartacei”.

Tale possibilità – continua l’esponente di Fratelli d’Italia – oltre a facilitare notevolmente le interazioni tra le diverse professionalità mediche che intervengono nel percorso terapeutico del paziente, consente al sistema sanitario di risparmiare risorse, evitando ad esempio la ripetizione di esami ed accertamenti che, magari, l’assistito ha già fatto poco tempo addietro e che sono presenti proprio nel suo fascicolo sanitario”.

Vizziello spiega inoltre che questa infrastruttura digitale non è ugualmente sviluppata nelle varie Regioni italiane, con alcune Regioni del Nord, come Lombardia, Trentino ed Emilia, che fanno registrare un elevato livello di attuazione e di utilizzo, ed altre, come la Basilicata, dove il Fascicolo sanitario elettronico è in buona parte attuato, ma è utilizzato poco. I nuovi fondi serviranno dunque a superare il gap.

Un’occasione – conclude Vizziello – che non possiamo perdere e che deve essere utilizzata al meglio, anche attraverso iniziative di comunicazione e formazione nei confronti dei fruitori di questo formidabile strumento di miglioramento dei servizi sanitari”.

Antonella D’Alto

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