Uno dei fondamenti della prevenzione alimentare dalle “malattie del benessere”, secondo molti nutrizionisti, consiste nell’evitare gli alimenti raffinati industrialmente, soprattutto quelli fatti con farina 00.

Però, la maggior parte degli alimenti venduti come integrali in realtà non lo sono. E certamente non sono salutari. Da anni la legge permette questi prodotti ingannevoli e, per giunta, più costosi di altri.

Non solo si deve accettare che gli alimenti meno costosi siano quasi sempre quelli meno salutari e più raffinati, ossia prodotti industriali con una infinità di ingredienti incomprensibili in etichetta; ma, oltretutto, nemmeno l’etichetta aiuta. È il caso dei prodotti etichettati come integrali e che costano più degli altri: pane, pasta, fette biscottate, crackers, prodotti da forno, biscotti e dolci. La maggior parte di essi è prodotta con farina raffinata industrialmente (la cosiddetta 00) a cui viene aggiunta una crusca devitalizzata e finemente rimacinata, ossia un residuo della lavorazione di raffinazione. Ad esempio il “falso pane integrale” che si trova in ogni supermercato, ha un colore chiaro inframmezzato da punti scuri, la crusca aggiunta, mentre un autentico pane integrale ha un colore scuro e omogeneo, e un sapore incomparabile.

La raffinazione è un procedimento tecnologico che separa ed elimina dalla farina sia la crusca sia il germe, i cui grassi la farebbero irrancidire in breve tempo. Per potere essere definito “integrale” un prodotto deve contenere almeno il 51% di tutte e tre le componenti del seme: endosperma, germe, crusca. Secondo l’EUFIC (European Food Information Council), per sapere se un prodotto è integrale non bisogna farsi sviare dal nome stampigliato in etichetta. Denominazioni del tipo “macinato a pietra”, “ai cereali”, “con crusca” infatti non stanno necessariamente a indicare che il prodotto è integrale.

La confezione deve riportare chiaramente la dicitura “integrale” (per esempio, “farina integrale”, “100% integrale” e così via). Per evitare di portare a casa un falso integrale bisogna dunque stare attenti alla lista degli ingredienti in etichetta, che sono elencati in ordine di quantità decrescente.

Bibliografia: www.corriere.it – www.benesserecorpoemente.it – www.ilfattoquotidiano.it


 Farmacia 3.0 – Rubrica a cura del dott. Alberto Di Muria


 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.