L’infiammazione viene scientificamente classificata come acuta e cronica. La prima rappresenta la risposta iniziale del corpo agli stimoli dannosi ed è generata da una cascata di eventi biochimici che determina la risposta infiammatoria coinvolgendo il sistema vascolare e immunitario all’interno del tessuto danneggiato. Essa quindi è utile in quanto elimina le infezioni e promuove la riparazione dei tessuti. L’infiammazione cronica, invece, è tipicamente prolungata e di basso grado, con un’espressione eccessiva e protratta nel tempo di mediatori pro-infiammatori che potrebbe essere dannosa per l’ospite, innescando una serie di malattie croniche e degenerative.

Contro questi processi sono oggi disponibili molti farmaci antinfiammatori, la cui efficacia, però, è messa in ombra dai loro effetti collaterali indesiderati. Ciò li rende utili, e spesso indispensabili, contro le forme acute di infiammazione, ma meno idonei a trattare le forme croniche. Per fortuna, il regno vegetale ha sviluppato molti metaboliti secondari utili alla nostra salute per le riconosciute proprietà antinfiammatorie. Essi appartengono alla classe chimica degli alcaloidi, alle cumarine, ai flavonoidi, ai derivati triterpenici ed ai polifenoli. Questi ultimi, in particolare, hanno dimostrato in numerosi studi di essere in grado di offrire protezione nelle malattie croniche tramite una modulazione del basso grado di infiammazione. I composti fenolici e triterpenoidi presenti in frutta e verdura sono dotati di una maggiore attività antinfiammatoria.

Tra le piante ricche di questi composti ricordiamo l’Olivo europeo. Diversi studi hanno dimostrato che la somministrazione di estratti delle foglie di olivo sono in grado di abbassare la pressione arteriosa, migliorare il flusso coronarico, rallentare la frequenza cardiaca e normalizzare le contrazioni muscolari intestinali.

L’Incenso indiano, la Boswellia serrata, ha dimostrato grande efficacia nel trattamento di malattie infiammatorie, tra cui l’artrosi e le malattie croniche intestinali. Importanti prove di efficacia giustificano l’uso del Tè verde, la Camellia sinensis, e dei suoi estratti in patologie come le sindromi osteoarticolari, l’artrite reumatoide, le infiammazioni vascolari e le patologie neurologiche. Alcuni principi del tè verde prevengono l’infiammazione di macrofagi e l’espressione di fattori pro-infiammatori.

La curcumina, contenuta nella Curcuma longa, è risultata utile nel trattamento dell’intestino irritabile e ha dimostrato di essere in grado di migliorare la colite ulcerosa, ed è stata sperimentata con successo anche nella psoriasi. Infine, la somministrazione orale di Zenzero in pazienti con osteoartrite è stata efficace sul dolore quanto il diclofenac, ma senza effetti collaterali.

Bibliografia: L’Erborista, giugno 2019


 Farmacia 3.0 – Rubrica a cura del dott. Alberto Di Muria

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