La congiuntivite, l’infiammazione dello strato mucoso più esterno che riveste la sclera dell’occhio e la superficie interna della palpebra, è uno dei disturbi più comuni per gli occhi di piccoli e grandi.

Tra le infiammazioni congiuntivali quella catarrale acuta è la più frequente ed è caratterizzata da occhio molto arrossato e secrezione di muco purulento, che tende a regredire anche spontaneamente. Si ha la sensazione di un corpo estraneo nell’occhio, bruciore, lacrimazione e la luce dà fastidio. Per curarla spesso sono prescritti i colliri antibiotici evitando ogni fasciatura in quanto l’esposizione all’aria e l’evaporazione delle lacrime aiutano a eliminare i germi.

La cheratocongiuntivite secca, legata alla iposecrezione delle ghiandole lacrimali, è invece una forma tipicamente cronica, che necessita di terapie sintomatiche come l’uso di lacrime artificiali. Infine molto frequenti, anche se sovente stagionali, sono le congiuntiviti allergiche, spesso collegate alle pollinosi. Sono caratterizzate da notevole prurito, lacrimazione profusa ma non purulenta, e richiedono l’uso di colliri antistaminici o cortisonici.

Alcuni rimedi omeopatici possono essere consigliati in caso di congiuntivite. I principali colliri omeopatici indicati per il trattamento delle infiammazioni congiuntivali contengono Eufrasia. Hanno azione decongestionante, che si osserva soprattutto nelle congiuntiviti allergiche. In tali forme si può associare la terapia orale con Pulsatilla, utile soprattutto nelle congiuntiviti accompagnate da prurito intenso, lacrimazione e dolore che migliora con applicazioni fredde. La rinocongiuntivite allergica caratterizzata da scarsa lacrimazione ma con secrezioni nasali abbondanti e acri richiede invece Allium cepa.

Nel caso di congiuntiviti acute e muco purulento si usano altri rimedi omeopatici come Hepar sulfur, un rimedio derivato dal guscio di ostrica tritato mescolato con fiori di zolfo, indicato per le congiuntiviti generate da esposizione ad aria fredda, con dolore intenso, spesso associate a tonsilliti o otiti. Argentum nitricum si usa invece nelle congiuntiviti purulente associate a laringiti con raucedine e dopo gli interventi per cataratta.

Per le cheratocongiuntiviti secche, che sono croniche, l’omeopatia prescrive di norma un rimedio costituzionale o di terreno. Un cenno a parte va fatto per Alumina, indicato per secchezza di pelle e mucose senza prurito, con una irritazione oculare che compare soprattutto alla sera e coinvolge in particolare l’angolo interno dell’occhio.

Bibliografia: Farmacianews – www.cure-naturali.it – www.greenme.it

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