http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSD7c_yHvAdoAST3x71TCNeotqJWAD61wql3kkX1hIkpJXlzJvRVwIl bilancio dell’operazione Pangea, coordinata dall’Interpol in oltre cento Paesi contro la contraffazione dei farmaci, ha portato in una sola settimana (25 settembre-2 ottobre 2012) al sequestro di 3,75 milioni di farmaci contraffatti e pericolosi, per un totale di 10,5 milioni di dollari, all‘arresto di 80 persone e alla chiusura dei 18 mila siti internet sui quali erano in vendita questi prodotti.
Secondo la Food and Drug Administration statunitense più del 10 per cento del mercato farmaceutico mondiale è soggetto a contraffazione, con minimi dell’1% circa del valore nei paesi industrializzati, dotati di norme e sistemi di monitoraggio efficaci, e punte del 20-30% in molti Paesi africani, in alcune aree dell’Asia o dell’America Latina, e in nazioni con economie emergenti.
Secondo una recentissima inchiesta del Wall Street Journal il nuovo business dei contraffattori è legato ai farmaci antitumorali, perché se una pillola per il deficit erettile, tipo Viagra ma non solo, costa dai 15 a 20 dollari, una fiala da 400 milligrammi dell’antitumorale Avastin (Roche), trovato contraffatto negli Usa l’anno scorso, praticamente senza principio attivo, ne costa circa 2400.
È bene chiarire che in Italia è vietata la vendita di farmaci on line, di qualunque tipo, e che i rischi che si corrono nell’acquisto in rete sono di tre tipi: il primo è che il prodotto dichiara di avere un principio attivo e non ce l’ha; il secondo è che dichiara certe concentrazioni di principio attivo e invece ne ha altre, rendendo il prodotto inefficace o rischioso; il terzo è che alcuni prodotti, come gli integratori sequestrati, contengono principi attivi tossici, quindi di scarsa qualità o addirittura differenti da quelli dichiarati.
In Italia – grazie alla tracciabilità della singola confezione di farmaco – è praticamente impossibile che entri nella filiera legale di farmacie e parafarmacie un farmaco senza il bollino ottico realizzato dal Poligrafico dello Stato.
La proposta della federazione delle farmacie è la realizzazione di campagne di informazione Pubblicità Progresso e l‘intervento dei farmacisti nelle scuole per informare i ragazzi dei rischi che corrono acquistando pillole e integratori sul web.

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