
La prova orale dell’Esame di Stato cambia aspetto. Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri il decreto che ne riforma la struttura cercando di riportare in primo piano il percorso di maturità affrontato dallo studente più che la preparazione scolastica.
Tra le due novità una sta nel fatto che il Ministro dell’Istruzione a gennaio indicherà le quattro materie che saranno oggetto dell’orale, quindi non si porteranno più tutte le materie. Queste ultime dovranno essere “caratterizzanti” e secondo le prime indiscrezioni italiano e matematica (latino o greco per il classico) compariranno in tutti i percorsi.
Scompare poi il documento iniziale scelto dalla commissione per cominciare l’esame (una foto, un documento), secondo lo schema introdotto dalla riforma del 2017.
“Avremo un esame più serio e più sereno” ha spiegato il Ministro Giuseppe Valditara che dall’orale vuole che emergano non soltanto le competenze acquisite, ma anche la personalità dello studente, il suo grado di autonomia e responsabilità, anche attraverso l’esposizione di attività extrascolastiche meritevoli. Infatti, ci sarà maggiore attenzione alle attività di Pcto, cioè a quei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento definiti come “scuola-lavoro”.
Su un punto Valditara mostra il pungo duro: chi non sosterrà la terza prova, dunque l’esame orale, sarà bocciato. Il provvedimento è scaturito a seguito delle proteste a cui abbiamo assistito durante questo anno scolastico: studenti che si sono rifiutati di affrontare la prova avendo già matematicamente in tasca la promozione.
Misure più severe anche per chi ha ricevuto il 6 in condotta: dovrà sostenere la prova di riparazione con un elaborato sulla cittadinanza.


