È stato finanziato per un importo di circa 40mila euro dal Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni ed interessa un vasto territorio. Sono partiti a Roscigno i lavori del centro di raccolta di carcasse di cinghiale, che sorgerà nell’ex scuola media sulla strada per Roscigno Vecchia. “Un primo passo per trasformare una emergenza in una risorsa”, lo ha definito il sindaco del comune alburnino, Pino Palmieri.

La struttura servirà innanzitutto ad un controllo sanitario degli animali, che verranno poi trasportati presso il soggetto appaltatore sulla gestione della carne – dichiara Palmieri – Si sta portando avanti un processo che permetterà di guardare all’ungulato non più come ad un pericolo, ad un danneggiatore di raccolti, ma come ad una risorsa da poter sfruttare per creare occupazione”.

Il centro verrà gestito da associazioni che verranno costituite ad hoc tra i selecontrollori, ossia quei cacciatori i quali hanno in sostanza il compito di abbattere una determinata specie selvatica precedentemente monitorata in un’area geografica stabilita, in cui potrebbero sorgere scompensi a causa dell’eccessivo aumento demografico a scapito di altre specie animali.

In questa gestione il protagonista sarà chi vive il territorio – prosegue il primo cittadino roscignolo – Speriamo che nel prossimo futuro si arrivi anche alla realizzazione di un centro per la lavorazione della carne di cinghiale finalizzata al commercio della stessa creando, ad esempio, macellerie specifiche”.

Nel territorio del Parco centri simili esistono o si stanno creando a Cuccaro Vetere, Felitto  Morigerati.

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