Si è svolta ieri sera, presso la Sala Conferenze del Comune di San Pietro al Tanagro, la presentazione ai cittadini dei candidati e del programma della lista “Avanti Sempre Insieme – La Continuità di un Impegno”, in corsa per le Elezioni Amministrative del prossimo 26 maggio.
Il sindaco uscente Domenico Quaranta ha spiegato i motivi che l’hanno spinto a candidarsi per la terza volta consecutiva e forte dell’appoggio dei suoi compagni e del suo paese vuole continuare il lavoro svolto in questi dieci anni di amministrazione.
“E’ la terza campagna elettorale che mi vede impegnato come sindaco, preceduta dal mio impegno civico che iniziò nel 1995 – dichiara Quaranta – Mai come questa volta ho avvertito l’esigenza di fare una riflessione per spiegare il vero significato di una competizione elettorale e per dare una nitida scelta a chi come elettore dovrà decidere. Il leitmotiv è fondato su quattro concetti: chi, come, cosa e perché. Il chi sono loro ed io, rappresenta tutti voi perché il Consiglio comunale rappresenta la collettività. Loro sono dei candidati degni di rappresentare questa comunità, si impegnano quotidianamente e si relazionano con tutti i cittadini. Siamo pronti ad ascoltare. Non sempre riusciamo a risolvere i problemi ma l’impegno è quello quotidiano fatto di lavoro e sacrificio. Mi sono candidato perché c’è un desiderio che è quello di mettere a servizio il proprio tempo in favore degli altri”.
L’amore per il proprio paese e la voglia di fare qualcosa per il bene dell’intera comunità hanno caratterizzato gli interventi degli altri sette candidati della lista n.2 che sono: Giuseppe Auleta, Antonio Boffa, Andres Miguel Crisci, Angelo Di Benedetto, Roberta Rita Franco, Antonio Pagliarulo e Michele Zambrotti.
“Mi onoro di avere con me persone come loro – conclude – orgoglioso dei candidati sono io e orgoglioso deve essere l’insieme degli elettori di San Pietro al Tanagro. Qui c’è passione, disinteresse e amore. Non c’è rancore, odio, interesse e non c’è l’improvvisazione. Non c’è il candidato di servizio e non ci sono strumentalizzazioni. Sono facce autentiche che garantiranno a questo paese un futuro degno”.
– Annamaria Lotierzo –





Sono stato a San Pietro al Tanagro a ferragosto di due anni fa ospite di un amico straordinario come il dott. Mario Mele, cultura ampia e profonda di cittadino dell’Europa e amore autentico per le radici e gli affetti. Turista per caso, dunque, ma la scoperta, sorprendente ed emozionante, di una splendida cittadina ben conservata nei suoi angoli pittoreschi e suggestivi, di un piccolo scrigno popolare ricco di storia, di motivi religiosi e artistici, di empatici lessici familiari, di un orizzonte che non conoscevo e non sospettavo così carico di storia ma pure così attuale, denso di valori e di significati, fra ambiente ancora intatto, civiltà urbana, rispetto delle tradizioni, vivacità culturale, intensità di rapporti umani che commuove e affascina Ho potuto conoscere anche il sindaco Domenico Quaranta e ne sono rimasto sinceramente ammirato per le qualità di amministratore, il bagaglio etico, lo spirito di servizio con cui interpreta il suo ruolo con una dedizione e ina traspatenza che oggi sono prerogativa sempre più rara, per gli ideali che lo animano nell’impegno a difesa del patrimonio sociale e territoriale che San Pietro rappresenta, e a vantaggio e beneficio della sua comunità, per la passione civica che esprime. Per questo, da osservatore esterno e da amico acquisito di questo paese entrato nel mio cuore e dove conto di tornare presto, quasi un’enclave fra cielo e monti, sono certo che Domenico e la sua squadra possano fare ancora tanto per il presente e il futuro di San Pietro. Lo affermo in modo del tutto disinteressato e obiettivo senza neppure conoscerne gli orientamenti politici Chi viene da fuori e conosce altre realtà riesce a percepire meglio la bellezza di un luogo, i sentimenti della gente, la sensibilità di chi si mette in gioco per operare con intelligenza, respiro intellettuale, disponibilità vera, generosità, per cementare e rafforzare l’identità della propria terra. Io ho colto entusiasmo, positività, capacità di guardare al futuro senza dimenticare e tradire il passato, in Domenico, nella sua gente, nel suo piccolo mondo antico e moderno.
La solita solfa. La vecchia politica della delega in bianco.Il sindaco dichiara che non sempre è riuscito a risolvere i problemi ed ha bisogno di ulteriori 5 anni, nonostante abbia amministrato per due consiliature? Qui mi sembra che il solo obiettivo sia il mantenimento dello status di sindaco e questo orientamento è altresì condiviso dagli assessori uscenti. Gli avversari non avrebbero la competenza necessaria per intraprendere un probante impegno amministrativo come quello del governo di un comune? Più che discutibile visto che chi fa parte della lista alternativa e’ reduce da esperienze inerenti e chi non corrisponde a questo profilo ha comunque skills comprovati da dati oggettivi come curriculum vitae acclarati. Politica non significa ricoprire incarichi pubblici o partitici. Non si possono usare in base alle convenienze due pesi e due misure. Poi quando il sindaco nel 1995 si candido’ per la prima volta aveva alle spalle significative esperienze? Disinteresse e amore animano tutti i componenti di questa lista? E allora perché non si è presentata sotto il simbolo del Pd come nelle passate tornate?Forse perché il partito in questo momento storico politico non ha appeal ed è impopolare? Perché al suo interno ci sono candidati che non hanno mai fatto mistero delle loro simpatie berlusconiane o addirittura leghiste? La riprova sono le elezioni passate dove nella maggioranza figuravano gl’indipendenti di centrodestra! Ossia quei candidati che non si riconoscevano nel pd ma che ne facevano ambiguamente parte perché la formazione concorrente di centrodestra secondo loro non era competitiva e quindi ci era necessario schierarsi col centrosinistra. Questo sarebbe amore per il paese? Suvvia! Ci sono innumerevoli controprove. A San Pietro Il voto amministrativo non coincide mai con quello politico( prima maggioranza centrodestra , alle politiche del 2018 cinquestelle). Interrogatevi su questa realtà inoppugnabile.Chi ha vinto finora l’ha fatto solo grazie a voti personali e non d’opinione. Proseguendo su questa falsariga lo sbocco non può essere che la disaffezione e insofferenza verso un modus operandi arrogante e prepotente che ha retto questo paese con un’imbarazzante inerzia . Mi sembra una drammatica proiezione verso il passato.
La solita solfa. La vecchia politica della delega in bianco. Non sempre è riuscito a risolvere i problemi ed ha bisogno di ulteriori 5 anni, nonostante abbia amministrato per due consiliature? Qui mi sembra che il solo obiettivo sia il mantenimento dello status di sindaco e questo orientamento mi sembra condiviso dagli assessori uscenti. Gli avversari non avrebbero la competenza necessaria per intraprendere un probante impegno amministrativo come quello del governo di un comune? Più che discutibile visto che chi fa parte della lista alternativa e’ reduce da esperienze inerenti e chi non corrisponde a questo target ha comunque skills comprovati da dati oggettivi. Politica non significa ricoprire incarichi pubblici o partitici. Non si possono usare in base alle convenienze due pesi e due misure. Poi quando il sindaco nel 1995 si candido’ per la prima volta aveva alle spalle significative esperienze? Disinteresse e amore anima tutti i componenti di questa lista? E allora perché non si è presentata sotto il simbolo del Pd come nelle passate tornate? Perché il partito in questo momento storico politico non ha appeal ed è impopolare? Perché al suo interno ci sono candidati che non hanno mai fatto mistero delle loro simpatie berlusconiane o addirittura leghiste? La riprova sono le elezioni passate dove nella maggioranza figuravano gl’indipendenti di centrodestra! Ossia quei candidati che non si riconoscevano nel pd ma che ne facevano ambiguamente parte perché la formazione concorrente di centrodestra secondo loro non era competitiva e quindi ci era necessario schierarsi col centrosinistra. Questo è amore per il paese? Suvvia! Ci sono innumerevoli controprove. A San Pietro Il voto amministrativo non coincide mai con quello politico( prima maggioranza centrodestra , alle politiche del 2018 cinquestelle). Interrogatevi su questa realtà inoppugnabile.Chi ha vinto finora l’ha fatto solo grazie a voti personali e non d’opinione. Proseguendo su questa falsariga lo sbocco non può essere che la disaffezione e insofferenza verso un modus operandi arrogante e prepotente che ha retto questo paese per inerzia . Mi sembra una drammatica proiezione verso il passato.