Il Fondo di Garanzia per le PMI, istituito dal MISE con Legge n. 662/96, operativo dal 2000, può essere considerato uno degli strumenti più efficaci messi in campo dallo Stato per contrastare la crisi economica degli ultimi anni.

La sua finalità è quella di favorire l’accesso al credito delle piccole e medie imprese mediante la concessione di una garanzia pubblica che si affianca e spesso si sostituisce alle garanzie portate dalle imprese.

In sostanza le PMI che non riescono a ottenere prestiti dalle banche a causa della mancanza di garanzie, possono far richiesta, attraverso l’istituto di credito, al Fondo Centrale di Garanzia presso Medio Credito Centrale e ottenere i fondi per investire.

Secondo le ultime rilevazioni del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), oltre il 99% delle imprese ha avuto accesso al finanziamento con la copertura del Fondo in assenza di garanzie reali.

  • Quali sono i vantaggi della garanzia pubblica?

L’agevolazione offerta dal Fondo di Garanzia non consiste nell’erogazione di un contributo in denaro, ma in pratica, è una agevolazione del MISE, finanziata anche con risorse europee, che si concretizza nella concessione di una garanzia pubblica che di fatto  sostituisce le garanzie normalmente richieste per ottenere un finanziamento.

  • Come funziona il Fondo di garanzia?

La garanzia del Fondo può essere attivata solo a fronte di finanziamenti concessi da banche, società di leasing e altri intermediari finanziari a favore di imprese e professionisti.

  • Quali soggetti garantisce?

Possono essere garantite le micro, piccole e medie Imprese, e professionisti appartenenti a qualsiasi settore, con la sola esclusione delle attività finanziarie.

  • A chi va presentata la domanda?

L’impresa o il professionista non può inoltrare la domanda direttamente al Fondo.  Deve rivolgersi a una banca per richiedere il finanziamento e, contestualmente, richiedere che sul finanziamento sia acquisita la garanzia diretta. Sarà la banca stessa ad occuparsi della domanda.

La riforma del Fondo Centrale di Garanzia, entrata in vigore il 15 marzo 2019 ha introdotto importanti novità volte a favorire l’accesso a questo tipo di agevolazione. In sintesi:

  • Fatta eccezione per le nuove imprese (valutazione su business plan), tutte le altre imprese potranno accedere alla garanzia attraverso una valutazione automatica (modello di rating);
  • L’ importo massimo garantito per impresa è di € 2,5 mln indipendentemente dalla tipologia di operazione.
  • Sono ammesse automaticamente alla garanzia del Fondo senza alcuna valutazione economico‐finanziaria:
  1. Le nuove imprese.
  2. Le start‐up innovative e gli incubatori certificati.
  3. Le operazioni di microcredito ex art. 111 TUB.
  4. I finanziamenti di importo ridotto, ossia non superiore a 25mila euro per singolo soggetto beneficiario.
  5. Le operazioni a rischio tripartito.
  6. Le operazioni Resto al Sud.
  • Le misure massime di copertura variano dal 30% all’80% in funzione della classe di merito creditizio del soggetto beneficiario determinata sulla base del modello di rating e della tipologia o della durata dell’operazione finanziaria garantita.

Perno della riforma è l’adozione di un modello più fine di valutazione del merito creditizio delle imprese, simile ai modelli di rating utilizzati dalle banche. Tale modello permette la definizione di una probabilità di default (PD) del soggetto beneficiario finale, sulla base dei dati di bilancio e dichiarazioni fiscali degli ultimi due esercizi (modulo economico finanziario) integrati con i dati delle informazioni creditizie (modulo andamentale).

E’ stata fissata una soglia limite di accesso al Fondo, in termini di PD (possibilità di default), a un valore (9,43%) che consente, da un lato, un significativo allargamento della platea dei potenziali beneficiari (rimane fuori solo l’8% circa delle PMI italiane) dall’altro, di escludere, comunque, l’accesso alla garanzia per le imprese economicamente e finanziariamente “non sane”.

– Rosanna Coiro – Area Crediti Banca Monte Pruno –

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