Disobbedienza civile e dittatura della maggioranza. Lettera aperta alla redazione di Franco Iorio



































Lettera aperta alla redazione di Franco Iorio

Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo, e Luigi De Magistris, Sindaco di Napoli, unitamente ad altri Primi cittadini non intendono applicare le direttive emanate in materia di sicurezza, volute dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini. Il contendere è la legge n. 132 del 1° dicembre 2018, di conversione del D. L. 4.10.2018 n. 113, pubblicata sulla G. U. del 3 dicembre successivo e conosciuta come il decreto “sicurezza” voluto dal Ministro. Il quale risponde sbrigativamente: “Per certi sindaci la pacchia è finita. Orlando e de Magistris dimettetevi“. E sbaglia ancora una volta.

Se mi leggesse, e non credo proprio, gli chiederei di immaginare per un momento le possibili conseguenze istituzionali ove Orlando, De Magistris e un altro migliaio di Sindaci dovessero veramente dare le dimissioni. Purtroppo il “celodurismo” bossiano emerge sempre più in questo roboante politico che non nasconde ambizioni supreme nel motto applaudito “Prima gli italiani” e altri suggestivi slogan tipo “Mai più servi di nessuno”, “L’Italia non è una colonia, non siamo schiavi di…”. Dimenticando, e facendo dimenticare purtroppo, che al governo c’è stato il suo partito e anche lui, eccome se c’è stato, ad iniziare dal 1994 e poi dal 2001 al 2005 e ancora dal 2008 al 2011. Periodo nel quale ha incassato i famosi 49 milioni di rimborsi elettorali che deve restituire agli italiani in 80 rate annue.








Ma stavamo parlando di altro. Allora vediamo: si può disobbedire a una legge? Sulla questione ha scritto punti di vista molto interessanti Gustavo Zagrebelsky a proposito della “disobbedienza civile”. Che può essere sintetizzata come una nozione situata al limite dell’ordinamento giuridico, ove legalità e legittimità sembrano entrare in tensione. Dunque, può confinare con l’illegalità ma in pari tempo rivelarsi politicamente legittimo. Non è mancato in passato chi rivendica la “disobbedienza civile” come necessaria, ma sempre se accompagnata da condizioni e limiti. Intanto occorre chiarire che la “disobbedienza civile” non è altro che una forma di “resistenza non violenta” caratterizzata da un numero piuttosto considerevole di cittadini. Non una posizione individuale, dunque, tipo obiezione di coscienza, ma deve trovare il coinvolgimento ampio di persone. Altro aspetto essenziale e concomitante è che la decisione va dichiarata apertamente e con chiarezza per attestarne la consapevolezza della scelta e per dimostrare di conoscere le conseguenze. Infine, la disobbedienza deve essere disinteressata, proprio per accertarne la rilevanza di posizioni e valori riguardanti la comunità. In tal modo viene legittimata politicamente la disobbedienza civile.

Un Sindaco presta giuramento sulla Costituzione, ma se una maggioranza di governo tenta di sconfinare in una specie di autoritarismo, prevaricando il sistema democratico, certo che persone del livello di Leoluca Orlando o di Luigi De Magistris possono esimersi di applicare norme contrastanti con i diritti umani. Che vanno comunque e sempre salvaguardati e protetti, nel rispetto della Costituzione e come garantisce “La Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo” del 10 dicembre 1948. Senza tener conto che qualsiasi governo, comunque votato, ha confini e limiti da osservare e rispettare.

– Franco Iorio –



































3 Commenti

  1. Vito Trotta says:

    Franco Iorio, il concetto di democrazia passa attraverso un parlamento regolarmente eletto, non quello precedente eletto da una legge incostituzionale, con una maggioranza di consensi nel paese, più elevati di tutto l occidente, si arriva persino al 60%, non come Macron col 25%, quando questo parlamento vara una legge dichiarata costituzionale ad un primo vaglio dal Presidente della Repubblica, penso che i sindaci, nelle funzioni di ufficiali di stato civile la debbano applicare pena il commissariamento di quelle funzioni. il resto è politica strumentale e non disubbidienza civile, poiché mi chiedo perché solo in questa occasione lo facciamo. Perché non hanno disubbidito al patto di stabilità per aiutare i poveri nostrani? Che ha Palermo e Napoli in questi anni sono triplicati. Facile avrebbero pagato in proprio, così invece fanno la solita ammoina e cercano di rianimare un morto per prenderne la leadership.

  2. Pasquale Lombardi says:

    Perché dobbiamo essere sempre noi i samaritani
    La nave è tedesca , se li portino in Germania.
    Sei proprio sicuro che possiamo accogliere ancora poveri cristi
    Finora Quanti si sono integrati e quanti delinguono
    Non c’è lavoro per gli italiani dovremmo inventarcelo per loro o fare miracoli
    Non siamo capaci di sgombrare ancor le macerie dei terremotati (figuriamoci la ricostruzione) aiutiamoli nei loro paesi

    • Franco Iorio says:

      Grazie per l’attenzione, ma l’argomento della lettera è altro. Ritengo tu abbia letto l’intero testo normativo, impugnato già oggi da due Regioni innanzi alla Corte Costituzionale. La legge 132/2018 tratta anche di reato di “esercizio molesto dell’accattonaggio”, di parcheggiatori abusivi, di misure per la sicurezza nei pubblici esercizi, di “Daspo” nei locali pubblici, di norme del Codice della Strada che disciplinano il fermo amministrativo, il sequestro e la confisca dei veicoli, di stanziamenti per il miglioramento della sicurezza e funzionalità delle strutture penitenziarie, ecc. Non solamente quindi di accoglienza. Insomma, una miscela incredibile di problematiche degna del peggiore legislatore che il nostro Paese abbia conosciuto. Credimi se te lo dico io, che di questi mari tempestosi e infidi ne ho attraversati… Ti auguro buona vita.

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