Decreto Sicurezza.Palmieri scrive al presidente di Anci:”L’associazione tenga conto dei pareri di tutti”























Il sindaco di Roscigno Pino Palmieri ha inviato una lettera al presidente dell’Anci Antonio De Caro, l’associazione che, da decenni, rappresenta tutti i Comuni italiani, in merito al decreto Sicurezza e al concetto di accoglienza. Diversi, infatti, sono stati i primi cittadini italiani che nelle ultime settimane hanno invitato altri colleghi a disapplicare il decreto.

La forza e la credibilità dell’Anci, – scrive Palmieri – negli anni, sono dipese proprio dalla capacita di formulare indirizzi che risultassero rappresentativi di tutti comuni associati. Soprattutto per questo, l’associazione si è resa protagonista, sin dalla sua fondazione, di una continua ricerca di sintesi e di mediazioni tra posizioni eventualmente divergenti. Il sottoscritto avverte che, negli ultimi tempi, questa sensibilità rischia di indebolirsi in riferimento al dibattito che si è aperto nel Paese sulla questione dell’accoglienza e segnatamente in riferimento al decreto sicurezza di recente approvazione. Ciò anche alla luce di alcune prese di posizione che recentemente hanno visto protagonisti alcuni Sindaci che hanno invitato alla disapplicazione del decreto sicurezza ritenuto ‘criminogeno e disumano’”.

Palmieri evidenzia che “i Sindaci devono sempre e comunque rispettare le leggi, pena una grave delegittimazione delle Istituzioni che rappresentano” e scrive a De Caro perchè quest’ultimo ha ritenuto di proporre un tavolo di confronto per apportare alcuni correttivi al decreto stesso. “Non può sfuggirti – continua Palmieri – che, vista la delicatezza della materia, la posizione ufficiale dell’Anci deve necessariamente scaturire da un confronto che coinvolga i massimi organismi dell’associazione a partire dal direttivo e dal consiglio nazionale. Per quanto mi riguarda sono convinto che il Decreto Sicurezza contenga norme principi giusti e condivisibili. La gestione dell’immigrazione in questi ultimi anni ha aumentato il senso di insicurezza e il disagio sociale dei cittadini. La cancellazione dei flussi programmati e l’equiparazione tout court tra rifugiati e migranti economici ha prodotto conseguenze che era doveroso contrastare agendo alla radice di quella equiparazione“.







Sulle città, sulle prefetture e sulle comunità locali, – prosegue – si sono scaricati i costi gestionali, sociali e di sicurezza derivanti dal fenomeno con scelte dissennate e illogiche. Lo stesso SPRAR che nasce per favorire l’integrazione di quanti (rifugiati, minori e titolare di permesso di soggiorno) avevano già ottenuto il riconoscimento del diritto di permanere in Italia ha subìto una torsione. Dal 2015 lo SPRAR, con l’estensione massiva del ‘permesso umanitario’, è diventato uno strumento per favorire l’accoglienza dei richiedenti asilo e non già l’integrazione dei regolarizzati. Il Decreto Sicurezza del Ministro Salvini chiude definitivamente questa stagione cambiando completamente l’approccio alla gestione del problema. In Italia d’ora in avanti si accoglie solo ed esclusivamente chi ha diritto e chi rispetta le regole, senza aprire le porte indiscriminatamente, così come avviene negli altri Paesi europei che peraltro ci hanno completamente lasciati soli nella gestione del fenomeno“.

Con la lettera a De Caro il primo cittadino roscignolo chiede “che Anci non dia la sensazione di aderire tout court alle tesi del ‘partito dell’accoglienza’ e che si faccia carico anche della sensibilità di tantissimi sindaci di città piccole, medie e grandi che guardano al Decreto Sicurezza come a un necessario, e da tempo auspicato, strumento normativo che ha favorito un cambio di paradigma rispetto alla questione dell’accoglienza“.

A De Caro, dunque, è chiesto di farsi garante affinché l’associazione “su queste ed altre questioni cruciali non venga usata strumentalmente per sostenere le posizioni politiche di una parte del Paese“. Palmieri invita il Presidente di Anci a convocare i massimi organismi dell’associazione per avviare un confronto sul tema del decreto sicurezza “che elimini alla radice il rischio di una grave lesione dei principi che stanno alla base dell’azione dell’Anci“.

– Chiara Di Miele –

































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