Dall’allestimento e formazione dei medici negli Emirati Arabi alla ricerca di un farmaco anti-Covid.

Protagonista in prima linea nell’emergenza sanitaria è la dottoressa Federica Giuzio di Picerno. 36 anni, laureata in Medicina e Chirurgia, tra le tante cose farmacista industriale, dapprima è stata chiamata ad Abu Dhabi insieme ad altri colleghi per organizzare al meglio il primo ospedale da campo per i ricoverati di Covid.

Al rientro in Italia ha vinto il dottorato internazionale all’Università della Basilicata per la ricerca di un farmaco multi-target in grado di combattere il virus. Moderatrice di uno dei più grandi gruppi di Facebook sulle terapie anti-Covid, grazie al tam tam sui social è stata contattata da un conoscente, noto cardiochirurgo degli Emirati Arabi, per dare un contributo importante alla realizzazione del primo ospedale da campo ad Abu Dhabi e formare i medici. Così la dottoressa Giuzio ha riscontrato la disponibilità di altri quattro colleghi e il 3 maggio grazie ad un pass speciale viste le restrizioni in corso anche per i voli, è partita alla volta prima di Dubai e poi, sotto scorta perché proveniente dall’Italia zona rossa, ad Abu Dhabi.

Dagli Emirati una richiesta specifica: professionalità italiane in grado di curare il Covid e dare una mano nell’allestimento dell’ospedale e nella formazione del personale.

“Nel giro di pochi giorni – ha dichiarato la dottoressa Giuzio – ci siamo messi al lavoro. Abbiamo trovato un ospedale da campo costruito con criteri che non andavano bene. Grazie agli operai, che lavoravano giorno e notte, lo abbiamo sistemato ed adattato al meglio, realizzando 160 posti letto e formando medici e farmacisti provenienti da tutte le zone che circondano gli Emirati”.

Giuzio e colleghi hanno lavorato nell’ospedale nella prima fase per poi rientrare in Italia. La soddisfazione è che successivamente e sulla base delle indicazioni fornite dai cinque medici italiani, ne sono stati costruiti negli Emirati Arabi altri due, di cui uno da 400 posti. Poi, al rientro in Italia, ha vinto il dottorato internazionale di Ricerca Internazionale del Dipartimento di Scienze dell’Università della Basilicata. La sua tutor è Carmela Saturnino, docente di chimica farmaceutica all’Unibas.

“L’obiettivo del progetto – ha aggiunto la dottoressa Giuzio – è quello di concentrarsi sullo sviluppo di un farmaco multi-target che sia in grado di colpire il virus su più fronti, sull’ingresso e sul meccanismo di replicazione. Abbiamo incentrato lo studio su questo farmaco perché il vaccino in sé non darà una copertura a vita e ci si può riammalare. E c’è bisogno, oltre che del vaccino, anche del farmaco e dell’anticorpo monoclonale”.

Insomma, un farmaco più completo e non specifico come i diversi già utilizzati durante la pandemia.

– Claudio Buono –

 

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