Ad avvertire il disagio di questa questa nefasta e planetaria invasione del coronavirus certamente sono anche i bambini, ai quali manca in questo momento quello che è fondamentale per la loro crescita: la socializzazione, che avviene soprattutto attraverso l’asilo e la scuola elementare. La casa ora per loro è una prigione, nonostante l’affetto e la premura dei genitori, ed anche dei nonni. E a proposito di questi ultimi, è accaduto giorni fa che mia nipote Zoe, 9 anni, quarta elementare, dopo la breve e consueta visita fatta a me e a mia moglie, al momento di andarsene ha risalito improvvisamente i pochi scalini di casa e mi ha detto: “Nonno, per favore, non ho più cosa leggere, mi scrivi una fiaba?”. “Va bene”, ho risposto, ma poi mi sono chiesto: “E dove la prendo prendo questa fiaba?”.

Mi sono ricordato che a Napoli, nel Seicento, ci fu lo scrittore Giambattista Basile, il quale compose una grande raccolta di fiabe, in dialetto napoletano, che pubblicò intitolandola “Lu cunto de li cunti”, raccolta a cui poi attinsero i famosi fratelli Grimm e che comprendeva anche “Biancaneve e i sette nani”. Ma poi ho concluso che certamente mia nipote conosceva queste famose fiabe. E allora? Allora ho fatto ricorso ad Internet, dove ho trovato una fiaba che certamente mia nipote non conosceva, una fiaba breve, che qui trascrivo testualmente.

La principessina e il fiore della felicità

C’era una volta una principessina che viveva in un Castello di sabbia in riva al mare, Castello che era molto fragile, tanto che al minimo soffio di vento si agitava e tremava. La principessina aveva molta paura, anche perché nel Castello non viveva nessun altro, oltre a lei. Un giorno, aprendo una delle grandi finestre del Castello, vide che nel vaso che teneva sul davanzale era nata una strana pianta: al posto dei fiori c’erano tre bellissimi cuoricini rossi. La principessina raccolse il rametto coi fiori, ma improvvisamente i fiori si staccarono e volarono via, il mare si agitò e soffiò un forte vento. Spaventata, ella corse fuori dal Castello, ma un vento forte la costrinse a rientrare.

Il giorno dopo ritrovò sul davanzale il vaso coi fiori, ma questa volta, invece di fuggire, innaffiò i bellissimi fiori. A questo punto comparve una vecchina (era una fata), che le offrì una bevanda dicendo:“Bevi, piccolina”. Ora, mentre beveva tutto intorno a lei cominciò a cambiare: il Castello di sabbia diventò di solida pietra, il mare si calmò, il vento cessò, i fiori del suo vaso diventarono più belli. La vecchina disse:“Io sono lo spirito delle piante e dei fiori. Voglio ricompensarti perché tu hai curato con amore i fiori, innaffiandoli ogni giorno. Continua ad avere fiducia, piccolina, e i tuoi fiori cresceranno belli e forti, come il tuo cuore”. E dette queste parole, sparì nel vento accompagnata dal dolce rumore del mare.

Sì, nel tempo nefasto del coronavirus è bene confortare i bambini che sono chiusi in casa, proponendo ad essi racconti e fiabe che li distolgono momentaneamente dalla difficile realtà.

– Arturo Didier –

FONTE: Internet, voce: “La principessina e il fiore della felicità”, la pagina dei bimbi

Un commento

  1. Caterina says:

    Il ritorno alla natura, prendersi cura delle piante è una terapia salutare per il corpo e la mente! Bella la fiaba, ma con una nota di tristezza per la solitudine della principessa!

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