La Fials Salerno proclama lo stato di agitazione di tutto il personale afferente al Covid Center di Agropoli.

I temi e le rivendicazioni alla base dello stato di agitazione sono:

  1. le precarie condizioni di lavoro che si trovano ad affrontare quotidianamente gli operatori che prestano servizio presso il Covid Center di Agropoli, a causa del mancato e incompleto reclutamento risulta una dotazione di personale infermieristico e personale di supporto assolutamente deficitaria ed insufficiente ad affrontare tale emergenza;
  2. l’aumento esponenziale dei carichi di lavoro;
  3. la severa compromissione della programmazione dei periodi di riposo, in quanto pur di garantire i livelli essenziali di assistenza vengono sistematicamente saltati i riposi, rendendo quasi improbabile la possibilità di usufruire di istituti contrattuali quali permessi e ferie e, soprattutto, permettere una conciliazione dei tempi di vita decente;
  4. la palese violazione di ogni norma in materia di sicurezza e in spregio ai principi di cautela e precauzione e quindi gli operatori sono esposti, alla stessa stregua dei pazienti ricoverati, al rischio di contagio e di compromissione della salute;
  5. il continuo ricorso al lavoro straordinario per sopperire alle croniche carenze;
  6. il mancato rispetto della legge 161/2014 che riguarda il limite minimo di riposo;
  7. il mancato recupero psicofisico e dei tempi di vita e lavoro;
  8. la compromissione delle pratiche di governo clinico, non consentendo un corretto soddisfacimento dei bisogni dei pazienti, nonché la giusta valorizzazione dei professionisti che operano.

“Duole constatare che nonostante le precedenti segnalazioni fatte in merito – fanno sapere dalla Fials Salerno –  tra cui la recente sp 02-2022 del giorno 11/01, ad oggi, non sono giunte risposte né alle Organizzazioni Sindacali né ai lavoratori, palesando una manchevole prontezza nel prendere decisioni strategiche e vitali; alimentando ulteriormente un senso di abbandono tra i lavoratori che con grande spirito di abnegazione e sacrificio garantiscono la sopravvivenza del Presidio”.

“Il perdurare dello stato di emergenza – proseguono – non deve assolutamente rappresentare una causa di giustificazione rispetto alle gravi omissioni sopra descritte, oltre ad incrementare in maniera esponenziale i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori e dei pazienti stessi”.

“Alla luce di quanto sopra esposto – aggiungono in conclusione – al fine di giungere ad una composizione dignitosa del conflitto sulle suddette problematiche e nell’impossibilità di farlo attraverso corrette Relazioni Sindacali, azione evidenziata soprattutto dalla mancanza di risposta alla precedente nota sp 02-2022, visto lo spregio delle regole e del ruolo di agente contrattuale del Sindacato, chiediamo di avviare il confronto conciliativo, con lo scopo di risolvere le problematiche avanzate, attivando la procedura preventiva di raffreddamento, ai sensi dell’art. 2 comma 2 L. 146/90, come modificata dalla Legge 83/200”.

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