
“Abbiamo verificato le anomalie e deciso, anche sulla base di voci di compravendita, di fermare il concorso”.
Ad intervenire in merito alla sospensione del concorso per 1274 Operatori Socio Sanitari è il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Le prove scritte, attese da oltre 25mila candidati, sarebbero dovute iniziare il 22 settembre ma a soli 5 giorni dai test le Asl di Salerno e Napoli hanno fermato l’iter concorsuale rinviando gli esami a data da destinarsi.
Sull’accaduto erano intervenute alcune note sindacali, tra cui Nursind che aveva commentato il fatto come “una mancanza di rispetto verso lavoratori e famiglie. A pochi giorni dalle prove, annullare tutto con una frase generica è inaccettabile. Servivano spiegazioni chiare e una nuova data certa, non parole vuote”.
E proprio sulla spiegazione ha fatto chiarezza De Luca: “La situazione era diventata preoccupante per una voce diffusa, si diceva che si stavano ‘vendendo’ posti per gli OSS. Abbiamo fatto una verifica con le aziende e abbiamo accertato che la società incaricata di preparare i quiz lo aveva fatto una settimana prima della prova. In questo clima, ovviamente, non c’era da stare tranquilli: c’era un rischio enorme di clientelismo e compravendita di posti“.
Il concorso, ad ogni modo, come assicurato dallo stesso Presidente andrà avanti “seguendo procedure e criteri di massima trasparenza. I nuovi quiz dovranno essere definiti il giorno prima del concorso e la busta dovrà essere consegnata ai Carabinieri e alla Guardia di Finanza per essere aperta la mattina del concorso. In questo modo si garantisce la trasparenza e si evitano porcherie clientelari. La prova andrà avanti coinvolgendo le Forze dell’Ordine nel controllo degli atti. Per dieci anni non abbiamo permesso scorrettezze, a cominciare dalle ASL: nessuno è stato promosso per incarico o pressione politica. Abbiamo cercato di scegliere i migliori manager disponibili. Finché ci sono io qui non saranno commesse porcherie clientelari”.
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