
Il presepe come veicolo di Speranza, ma anche di coesione sociale.
È la bella pagina scritta dalla parrocchia San Gerardo di Tardiano, a Montesano: un presepe che seppur nella sua semplicità riesce a esprimere l’essenza più autentica del Natale. Dietro un lavoro certosino coordinato da don Mimì Tropiano, storico parroco della frazione montana che da quasi 50 anni è motore pulsante della comunità.
Il lavoro è un esempio di semplice manualità e creatività che diventa patrimonio culturale e affettivo: diverse le persone che animate da senso di comunità e voglia di aggregazione hanno lavorato in queste settimane alla realizzazione della Natività, utilizzando materiali provenienti dalla natura come legni, foglie, muschi e altri elementi raccolti e nobilmente trasformati con pazienza e impegno condiviso.
Perché il Natale, in una piccola comunità, è anche un’opera fatta con passione e costruita con le mani e con il cuore: un progetto semplice, dunque, ma che è ricco di significato, come l’importanza di custodire le tradizioni.
Tra i fautori ci sono Michele Gorrese, Giuseppe Calabria, Giuseppe Spinelli, Nicola Cestari e Michele Radesca insieme a don Mimì. Non è la prima volta che il gruppetto si rende protagonista di iniziative di questo genere e dal forte significato simbolico e culturale.
Un presepe che racconta, che crea movimento e vita con erba, grano e acqua e i pastori che vengono man mano avvicinati alla grotta in prossimità del giorno di Natale. Alla base il tema della Speranza, profondamente legato al Giubileo di quest’anno.
“E’ una cosa bella per noi e la comunità, nessuno fa più queste cose e noi ci proviamo, grazie anche al nostro caro don Mimì – dicono gli organizzatori – In quei momenti non lavoriamo soltanto ma ridiamo, scherziamo, mangiamo e facciamo comunità. Parliamo di tante cose e questo crea momenti di reale condivisione e bellezza”.




