
“La notizia, come riportato da alcuni organi di stampa, del concittadino con disabilità impossibilitato ad accedere alla Casa Comunale è la dimostrazione di un fallimento politico che viene da lontano. Oggi leggiamo con favore le dichiarazioni del sindaco che promette interventi immediati. Ben venga, finalmente! Ma la memoria storica non si cancella con un annuncio riparatore a mezzo stampa”
E’ quanto dichiara la consigliera di opposizione Federica Mignoli del gruppo “Alternativa per Polla”, che interviene duramente sul caso.
“Durante il mio precedente mandato – spiega la consigliera Mignoli – mi sono spesa in prima persona, con impegno e determinazione, per seguire l’iter del PEBA (Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche). Lo abbiamo strutturato, portato in Consiglio Comunale e adottato. Ma quando è arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti, cioè quando bisognava stanziare le risorse concrete per far partire i lavori, lì la volontà politica dell’attuale (e allora) Sindaco, insieme all’allora assessore ai Lavori Pubblici e oggi Vicesindaco Isoldi, è svanita. Anzi, direi che l’iter è stato ostacolato, non volendo deliberatamente inserire in Bilancio le risorse che realmente servivano e più volte dalla sottoscritta sollecitate. Quindi va detta tutta la verità su quanto il piano rappresentava per il Sindaco di Polla: quel piano fu approvato non per una reale e nobile volontà di intervenire a favore della disabilità, ma perché rappresentava un semplice atto propedeutico, un passaggio burocratico obbligatorio e necessario per poter procedere alla successiva approvazione del PUC (Piano Urbanistico Comunale) e per avere più punteggi su bandi di partecipazione di edilizia pubblica. È troppo facile approvare un piano sulla carta solo per sbloccare altri strumenti urbanistici o per mettersi la coscienza apposto davanti agli elettori. È nei Bilanci, nelle cifre e nelle priorità di spesa che si vede se un’amministrazione tiene davvero ai suoi cittadini più fragili”.
Per l’esponente di “Alternativa per Polla”, la situazione attuale rappresenta il paradosso, cioè che la prima barriera architettonica del paese sia proprio l’accesso alla Casa Comunale, cosa che già all’epoca era stata inserita nel Piano unitamente ad altre necessità del territorio comunale. “Per noi di ‘Alternativa per Polla’ abbattere una barriera non è un semplice calcolo strategico o un lavoro di edilizia: è un atto di rispetto e di civiltà. Significa restituire dignità a ogni singola persona, garantendo il diritto sacrosanto di muoversi, di partecipare alla vita pubblica e di accedere ai servizi senza dover chiedere aiuto, senza subire disagi e, soprattutto, senza sentirsi ‘esclusi’ dalla propria comunità. Vigilando strettamente sui prossimi passi del Sindaco, ci auguriamo che questa volta alle promesse seguano i fatti e i reali capitoli di spesa, e non altre scuse cartacee. Amministrare non deve essere una continua rincorsa ai ripari ma una programmazione precisa e puntuale sulle cose da fare”.


