1 thought on “Chiusura Punto Nascita di Sapri. Il 15 dicembre sciopero generale indetto dal Comitato di Lotta

  1. L’IMPORTANZA DEI CENTRI NASCITA A SUD DI SALERNO
    Dall’analisi dei dati del Piano Regionale Ospedaliero, pubblicato sul BURC il 12 novembre 2108, riferiti alla percentuale dei nati per strutture e macro-aree (Tabella 38, pag.73), emerge che in Campania 24.356 bambini sono nati in n.35 Centri nascita pubblici, con una percentuale del 43% sul totale dei nati, mentre 26.392 bambini sono nati in n.25 Centri nascita in strutture private, con una percentuale del 57% sul totale.
    In Campania, dunque, nascono più bambini nei Centri nascita privati che nei Centri nascita pubblici. Il suddetto andamento percentuale è confermato nella provincia di Napoli con una percentuale di nati del 43% in n.17 Centri nascita pubblici e con una percentuale di nati del 57% in n.16 Centri nascita privati. Il prevalere delle nascite nei Centri privati rispetto a quelli pubblici, si verifica pure nella provincia di Caserta, con una percentuale di nati del 45% in n.5 Centri nascita pubblici e con una percentuale di nati del 55% in n.5 Centri nascita privati.
    In provincia di Salerno l’andamento percentuale è al contrario, grazie alla presenza di n.9 strutture pubbliche e solamente n.2 strutture private. Nelle 9 strutture pubbliche funzionanti sul territorio provinciale sono nati il 79 % dei bambini (totale 6.454 nati), mentre nelle strutture private sono nati il 21 % dei bambini (totale 1.710 nati).
    Con la chiusura dei Centri nascita di Polla e di Sapri, ambedue strategici nel vasto territorio a sud di Salerno, dal 1° gennaio 2019, i parti nelle strutture pubbliche sicuramente diminuiranno e quelli nelle strutture private aumenteranno. Molte donne sceglieranno di andare a partorire fuori della Regione Campania, vista la posizione di questi territori, vicinissima alla Regione Basilicata, anzi confinanti con la stessa.
    La Regione Campania dovrà rimborsare le relative spese alle strutture private. Proprio quelle strutture che, secondo i dati ufficiali, hanno praticato il maggior numero di parti cesarei, con buona pace dei Decreti del Ministero della salute che indicano di ridurre i parti cesarei, ritenuti assolutamente eccessivi in Italia. Ma il rimborso spetterà pure alla Regione Basilicata ed anche alle strutture private che operano nella stessa.
    Ecco i risultati della strana teoria, tutt’altro che dimostrata, cosiddetta della Soglia del Volume Clinico “Clinical Volume Threshold”, che si vuole applicare ai Centri nascita con meno di 500 nati/anno, con la motivazione di ridurre i parti cesarei! Secondo qualcuno, per aumentare la sicurezza, che in realtà è garantita ugualmente negli Ospedali più vicini, anche se più piccoli, purché adeguatamente attrezzati.
    Ecco definitivamente svelati gli interessi delle Società, cosiddette scientifiche, che nel lontano 2010 hanno prospettato al Ministero della salute e alle Regioni, la presunta minore sicurezza dei parti, quando sono numericamente inferiori a 500 nati/anno. Non dimentichiamo che il 90% dei parti sono, per fortuna, “eventi” del tutto fisiologici. Si va in Ospedale per sicurezza, ovvero per prevenire eventuali complicazioni.
    I politici, che hanno la responsabilità del governo economico e qualitativo della sanità pubblica, dovrebbero meglio analizzare questi effetti, valutando bene le proposte che vengono dai cosiddetti “burocrati” della sanità, spesso interessati alle loro indicazioni che vengono spacciate per scientifiche.
    Purtroppo, le Regioni non valutano, ma chiudono i Centri nascita e con essi i Reparti di Ostetricia-Ginecologia, dimenticando che il principale fattore di “sicurezza” è rappresentato dalla vicinanza chilometrica dell’Ospedale cui ci si rivolge.

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