Il gruppo consiliare Salesi torna a porre sotto la luce dei riflettori il canile comprensoriale valdianese. Un’opera ad oggi incompiuta e in attesa di un’apertura certa che ne consenta l’utilizzo.

Eppure nell’aprile del 2019, – spiegano i Salesi – davanti alle telecamere di una emittente locale, se ne era annunciata l’imminente apertura, ma di imminente c’erano solo le elezioni amministrative e a urne chiuse sono rimasti chiusi anche i cancelli del canile. L’argomento continua ad essere fondamentale anche nella gestione del fenomeno del randagismo e per questo il gruppo Salesi sollecita ulteriori chiarimenti sui tempi necessari affinchè la struttura possa diventare operativa e sui motivi che la tengono ancora chiusa a oltre un anno dalla farsa dell’inaugurazione”.

Intanto, a causa dell’incompletezza della struttura, “il territorio continua a pagare – sostengono – sia in termini di sicurezza che economici. In primo luogo perché, non potendo provvedere alle sterilizzazioni (da effettuare nella struttura comprensoriale), le cucciolate dei randagi sono in aumento e con essi anche le aggressioni a uomini o ad altri animali; va inoltre considerato che la presenza di tali cani randagi rende insicure le strade e anche i luoghi di ritrovo ed i cittadini vivono sulla loro pelle tale insicurezza. In secondo luogo perché, in assenza del canile comprensoriale, il Comune di Sala Consilina continua a sostenere i costi derivanti dall’appalto con un canile della provincia di Caserta, pari a circa ottantamila euro l’anno“.

Per questo motivo il gruppo Salesi chiede chiarezza sui tempi di apertura della struttura, “affinchè possa essere davvero utile a tutti i cittadini valdianesi e non solo a chi ne fa un vessillo delle campagne elettorali“.

– Chiara Di Miele –

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