Più l’emergenza pandemica si acuisce più dobbiamo saper rendere progressive le misure di contenimento su tutto il territorio nazionale. Da questo punto di vista però le regioni non sempre rappresentano dei comprensori omogenei anzi spesso, come nel caso della Campania, contengono realtà diversissime che oramai sappiamo bene distinguere, che siano morfologiche, demografiche o socio-economiche. Le criticità delle aree fortemente urbanizzate, dove in questi giorni si assiste a lunghe code per i servizi essenziali ormai esautorate, si contrappongono alla relativa diffusione del virus delle aree rurali interne dove le strutture sociali permettono un controllo e un contenimento molto agevole della pandemia”. Lo denuncia il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Michele Cammarano con una lettera diretta al Ministro della Salute Roberto Speranza e al Viceministro Pierpaolo Sileri.

Vorrei proporle una riflessione a supporto delle future determinazioni a contenimento del virus Covid-19 sul territorio nazionale – scrive a Speranza -. Oramai siamo perfettamente consapevoli di tutti i rischi che affrontiamo a seguito dei nostri comportamenti, conosciamo ora per ora le dinamiche dei contagi e non ci è diffìcile ricostruire tutte le cause e concause che determinano la maggiore o minore diffusione della pandemia. Proprio per questo è nostra responsabilità di rappresentanti e amministratori dei cittadini agire sulla base di questo scenario e della sua analisi piuttosto che sulla base di un generalizzato allarme indistinto. Non le sarà sfuggito a questo proposito il divario di incidenza della circolazione del virus tra le aree maggiormente urbanizzate e quelle meno densamente popolate come le aree interne e rurali che offrono un quadro molto meno preoccupante rispetto all’eventualità di un precipitare della situazione sanitaria. Da questo punto di visto la Campania, ad esempio, presenta aree territoriali diversissime che trarrebbero sicuramente svantaggi e diseconomia da qualunque provvedimento generalizzato a livello regionale. A fronte delle misure di contenimento/delle limitazioni individuali e collettive e delle eventuali chiusure non possiamo non tener conto delle predisposizioni di fondo dei nostri territori a difendersi diversamente gli uni dagli altri dal virus. La tutela della salute viene prima di tutto e spesso richiede misure eccezionali ma con una gradazione di intervento che deve essere sempre rapportata all’entità dei diritti che andiamo a comprimere di volta in volta“.

Secondo il consigliere Cammarano “privare un bambino della sua quotidianità scolastica o un cittadino del suo lavoro sono decisioni da soppesare mille e altre mille volte prima di applicarle, e se dovranno essere prese sarà solo nei luoghi dove è dimostrata la necessità e l’assoluta urgenza. Non si tratta di creare cittadini o territori di serie a o di serie b, ma al contrario di consentire legittimamente ad una parte della popolazione di non fermarsi e di sostenere con il proprio lavoro l’economia di una regione ridotta allo stremo dopo quasi un anno di enormi sacrifici“.

L’auspicio – conclude – è quello che nella gestione dell’emergenza alle nostre aree interne prevalentemente rurali e comunque ai comuni più periferici, in accordo con gli enti locali, vengano riservati provvedimenti proporzionati al reale stato epidemiologico piuttosto che applicare eguali misure restrittive a realtà che eguali non sono per grado di antropizzazione, densità abitativa e rischi conseguenti“.

– Chiara Di Miele –

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